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martedì, 2 Marzo 2021

Il cardinale Poletti brindava con De Pedis?Accetti attacca Pietro Orlandi: “Ti credi Gesù”

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tratto dal gruppo Fb Giornalismo Investigativo by Fabrizio Peronaci

Il vicario del Papa brindava a champagne con il boss della malavita romana? Sua Eminenza faceva bisbocce con Renatino? Insomma: il cardinale Ugo Poletti, colui che autorizzò l’ “indegna sepoltura” del gangster, alzava il calice con lo stesso Enrico De Pedis, ai tempi in cui era il capo indiscusso della banda della Magliana?

E’ l’ultima, inquietante pista che conduce ai rapporti opachi tra mondo ecclesiastico e criminalità, un legame che negli anni Novanta fu sancito proprio dalla presenza nella cripta di Sant’Apollinare della salma di De Pedis, lasciato “a bocca sotto sull’asfalto”, in via del Pellegrino, il 2 febbraio 1990, dai sicari dei clan rivali.

Negli ultimi giorni la familiarità Poletti-De Pedis è stata denunciata da Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, che in un’intervista a Moreno D’Angelo, del quotidiano online Nuova Società, ha rivelato di aver preso visione in tempi recenti della foto del brindisi, “a champagne”, tra l’allora vescovo vicario di Roma, Poletti, e il capo della “mala”.Foto vera? Foto truccata? Possiamo vederla? Ovviamente, la faccenda ha destato curiosità, ma è stato lo stesso Pietro, della cui sincerità non dubitiamo, a raffreddare gli animi dicendo: io non posso farvela vedere, per il semplice fatto che non è in mio possesso.

“Quanti San Tommaso – ha scritto Pietro nel suo gruppo Fb – che se non vedono non credono. Mi riferisco soprattutto a tanti messaggi privati o commenti su altre pagine. Mi e’ stata mostrata la foto, per questo non posso pubblicarla”.

Poletti e De Pedis, insomma, brindarono. Ripeto, questo gruppo non pensa assolutamente che Pietro non sia in buona fede. Io personalmente, avendo trascorso molto tempo con lui, per anni, nei tanti viaggi in giro per l’Italia per cercare tracce di sua sorella, non dubito minimamente che possa aver inventato una circostanza tanto precisa come aver visto quell’immagine sconcertante. Il problema è: se non la puoi far vedere, quindi se non sei in grado di fornire una prova, sei legittimato a parlarne? A renderla pubblica?

E’ su questo punto che, con un commento in un post, si è inserito pochi minuti fa Marco Accetti, uno dei personaggi coinvolti (non creduto dalla Procura di Roma, ma da Pietro sì, il quale dice di essere convinto che “un ruolo marginale lo abbia avuto”) nel rapimento di Emanuela.

Ha scritto Accetti: “Orlandi ha quindi risposto, lamentandosi per i troppi “San Tommaso” che non credono alle sue parole. E qua ha commesso una gaffe, in quanto lui non é Gesù, una divinità alla quale non si può non credere. Ma é un uomo, con il dovere di non pretendere di essere creduto sulla parola. Per cui si é identificato con Cristo. Poi spiega che la foto non la può pubblicare in quanto gliel’hanno solo mostrata. Naturalmente non rivela l’identità di questo interlocutore”.

Fatta questa premessa, l’uomo che nel 2013 ha riconsegnato il flauto di Emanuela, riconosciuto senza esitazione dai familiari, e la cui voce si riconosce distintamente in alcuni messaggi si rivendicazione del sequestro, aggiunge, riferendosi ancora a Pietro: “Per uno che pretende chiarezza e trasparenza, il disvelamento di tutti i misteri, ciò è contraddittorio, ambiguo e paradossale. Un comportamento da uomo delle istituzioni. Ed è chiaro che con questo furbettino e ingenuo stratagemma, la foto non la vedremo mai, ma la diffamazione nei confronti del cardinal Poletti continuerà all’infinito. Vorrei sapere che ne pensano gli ignari parenti dell’ecclesiastico”.

Certo, leggere che il proprio caro, stimatissimo porporato della Chiesa di Cristo, brindasse a champagne con i boss della “mala” non deve essere stato bello. Ma il punto principale resta uno soltanto: se quella foto si potesse visionare, o perlomeno di quella foto si potesse conoscere qualche dettaglio (dove fu scattata, chi altri c‘erano, in che periodo, ecc.), ogni dubbio sarebbe sciolto, e avremmo un elemento in più di valutazione. In mancanza di altri elementi certi, invito a moderare i toni contro il defunto Poletti, nell’impossibilità di difendersi.

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