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venerdì, 26 Febbraio 2021

Natale, negozi pieni ma consumi in calo in Piemonte

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Le folle che da tempo non si vedevano nei centri cittadini hanno fatto subito gridare a una ripresa dei consumi e del commercio per Torino e per tutto il Piemonte. In effetti il passaggio a zona arancione prima e gialla poi rappresenta di sicuro una boccata di ossigeno per negozi, bar e ristoranti. Ma i piemontesi si dimostrano anche attenti al risparmio, visto l’emergenza Covid e le preoccupazioni per il futuro. 

Lo dimostra il sondaggio di Confesercenti che stima una riduzione di 400 milioni. Quasi i due terzi  dei piemontesi intervistati infatti spenderanno meno dello scorso anno (-20,6% sul 2019). Una spending review a cui non sfuggono nemmeno i regali, per i quali il budget si restringe di 115 milioni (-17,9% sul 2019), complice anche lo stop a pranzi e veglioni legato alle norme anticovid. 

È quanto emerge dalle elaborazioni condotte dall’Ufficio Economico di Confesercenti sulla base di un sondaggio condotto da Swg per Confesercenti sulle intenzioni di acquisto dei consumatori piemontesi in vista delle prossime festività. 

A pesare, ovviamente, è la lunga emergenza. Una famiglia su tre – il 34% – dichiara di aver ridotto i consumi durante l’anno; il 47% segnala di arrivare a fine mese solo tirando la cinghia ed un ulteriore 2% di non arrivarci affatto. E il futuro preoccupa: in particolare la prospettiva di una prosecuzione della pandemia Covid-19 anche nel 2021, indicata dal 56% degli intervistati. Cresce anche la paura per la tenuta della situazione economica dell’Italia segnalata dal 46% e per la stabilità complessiva del Paese (72%).

Proprio per questi motivi il 60% degli piemontesi prevede di spendere meno dello scorso anno per i regali e per gli acquisti di Natale, mentre solo il 2% prevede di aumentare il budget. Quanto alle voci di spesa, i prodotti enogastronomici sono al primo posto con  43%; poi i libri al 39%, abbigliamento al 37%, i giocattoli al 26% come i prodotti di tecnologia; tutti gli altri prodotti sono sotto il 20%. In aumento, invece, le risorse destinate dalle famiglie a saldare i conti in sospeso (+18%) e al risparmio (+11,1%). 

I piemontesi nello specifico hanno deciso che risparmieranno nelle spese per regali ad amici e parenti e per i partner. E nonostante la riapertura dei negozi l’online la fa da padrone con sei piemontesi su 10 che hanno già acquistato sul web i loro regali. Solo il 33 per cento preferisce i negozi di prossimità, incentivati anche dal cashback di Stato. 

Pesa, però, la chiusura dei negozi di centri e gallerie commerciali nei giorni prefestivi e festivi: le limitazioni alle aperture e agli orari condizionano il 23% dei consumatori. Tra gli altri fattori che condizionano gli acquisti nei negozi, il 21% segnala le file generate dai contingentamenti dentro i negozi. Il 30% invece, ammette di essere influenzato nella sua spesa nei negozi proprio dal timore di contagio.

Meno spese anche per pranzi e cenoni: per il 46% degli intervistati l’emergenza pandemica e le conseguenti restrizioni cancellano del tutto o parzialmente la festa, mentre solo il 26% ritiene che il Natale resti parzialmente o del tutto intatto. 

“I dati del nostro sondaggio fra i consumatori – dice il presidente di Confesercenti, Giancarlo Banchieri – avvalorano i segnali che ci vengono dai commercianti. Queste feste sono ancora troppo condizionate dall’emergenza sanitaria, anche dal punto di vista psicologico, come dimostra uno dei pochi indicatori in crescita: il risparmio. Per questo il ritorno dei consumatori nei negozi – fatto pur significativo e importante – non è certo sufficiente a salvare un anno nero per il settore (e questo nessuno poteva aspettarselo), ma neppure i consumi di Natale. Senza contare che a causa dei limiti di orario posti dalla zona gialla che parte da oggi neppure il settore delle somministrazione è in grado di riprendersi a breve. Dunque, per il commercio di vicinato l’emergenza è tutt’altro che finita”.

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