Passerà certamente nei guinness dei primati la replica nel primo pomeriggio in Sala rossa della sindaca di Torino Chiara Appendino. Una replica flash: 50, 55, 60 secondi, non di più. E se di più, risicata, comunque ininfluente rispetto alla sensazione di vuoto pneumatico che la sindaca è riuscita ad emanare attorno a sé. Eppure, in consiglio comunale, le opposizioni l’avevano martellata fin dal primo intervento di Osvaldo Napoli, vecchio gentiluomo di Forza Italia che le ha chiesto insistentemente che cosa non aveva funzionato nel piano di sicurezza e, in seconda battuta, su chi l’avesse approvato. La sua testa (leggasi dimissioni) era stata poi sollecitata dall’irruenza del giovane leghista Fabrizio Ricca e da Roberto Rosso di Direzione Italia, provetti Robespierre nell’uso della ghigliottina politica. Alla stessa stregua degli altri, sia chiaro, da Fassino a Lo Russo del Pd, ad Artesio di Sinistra Italiana, Silvio Magliano dei Moderati, Tresso e Morano di liste civiche, forse più distaccati in attesa che la sindaca cada rovinosamente da sé, rovini al suolo per stanchezza, pensano, sfibrata da un ruolo che non è il suo, dicono.
Ma lei Chiara Appendino da quando è stata eletta continua nel gioco del silenzio, o quasi. E’ il suo asso nella manica. Algida, immacolata con il suo completino di bianco candore, la sindaca ha nuovamente spiazzato tutti con la sua replica sprint, secondi di nulla. E così tutti nuovamente a interrogarsi su come si può andare in Sala rossa, l’aula di grandi e storici sindaci, maestri di retorica, e gettarsi alle spalle il passato senza troppe cerimonie o esitazioni. L’abbiamo compreso un attimo dopo la fine della mini replica. Chiara Appendino si è seduta come scollegata dal luogo in cui si trovava, bramando il suo vero, unico oggetto del desiderio: lo smartphone. Ha compulsato la tastiera virtuale, in evidente crisi di astinenza da sms. Nessuno se n’era accorto, neanche i suoi abituali fornitori, pardon consigliori. Del resto, durante le sedute, se glieli si taglia, anche lei corre qualche rischio…





