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venerdì, 12 Agosto 2022

Violarono baita No Tav sotto sequestro, Grillo e Perino condannati a quattro mesi

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Quattro mesi. È questa la condanna stabilita oggi dal Tribunale di Torino al leader del Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo e ad Alberto Perino, giudicati colpevoli di aver violato i sigilli alla Baita Clarea, il fortino dei No Tav a Chiomonte che fu posto sotto sequestro dalla procura di Torino.
I fatti, per cui il valsusino e l’ex comico ligure erano tra gli imputati assieme ad altri diciannove attivisti del movimento contro il treno ad Alta Velocità, risalgono al 5 dicembre del 2010 quando furono rotti i sigilli della baita-presidio, costruita nell’area dove oggi sorge il cantiere della Maddalena di Chiomonte. Allora, Beppe Grillo con tanto di fotografi e giornalisti al seguito, nonostante l’avvertimento dei Carabinieri sul fatto che stesse commettendo un reato, aveva rotto i sigilli posti dalla procura ed era entrato nella baita assieme a Perino e gli altri No Tav.
Come detto, a processo per quella giornata sono finiti in ventuno. Oggi la sentenza che ha deciso per dieci condanne e undici assoluzioni. In particolare, le richieste dei pm titolari dell’inchiesta, Andrea Padalino e Antonio Rinaudo, erano di nove mesi mentre per altri imputati fino all’anno e mezzo. La pena più alta, invece, è stata inflitta al leader del centro sociale Askatasuna Giorgio Rossetto condannato a nove mesi.
Proteste in aula alla lettura della sentenza da parte dei militanti No Tav che da stamattina avevano organizzato un presidio davanti al Palagiustizia. “Giù le mani dalla Valsusa” è stato il grido degli attivisti che hanno sventolato bandiere e foulard. Intanto, mentre Grillo non era presente in aula e non ha ancora rilasciato dichiarazioni a parlare sono il suo avvocato, il nipote Enrico, che ha fatto sapere di aspettare le motivazioni della sentenza per valutare poi l’eventuale ricorso. «Una condanna così pesante, per un reato del genere, è un caso unico in Italia. Esemplifica bene il clima di caccia alle streghe che si è creato» è il commento del leader No Tav Alberto Perino.
«Oggi mi hanno condannato a 4 mesi in primo grado. Non mi arrendo». Beppe Grillo ha affidato le sue parole a un tweet. «La vostra solidarietà è un grande aiuto» aggiunge Grillo, rimandando al post di un altro attivista: «C’è condanna e condanna: per me quei quattro mesi per la rottura di “quei sigilli violati dal vento” (come avrebbe cantato Modugno) sono una medaglia al valore civile, perché non sempre la giustizia coincide con la legalità».

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