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domenica, 26 Giugno 2022

Il Piemonte si internazionalizza con la missione della Provincia di Torino in Burundi

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di Mara Martellotta
Il Piemonte sta puntando sull’internazionalizzazione del suo territorio, diventando sempre più il volano di una serie di iniziative a favore di quei Paesi che negli ultimi decenni sono stati martoriati da guerre intestine fratricide. A questo progetto crede fermamente l’assessore provinciale al Bilancio, alla Cultura e alle Relazioni Internazionali Marco d’Acri, che ha fatto parte della delegazione della Provincia di Torino, insieme alla responsabile dei progetti di cooperazione internazionale Elena Apollonio, che, nelle scorse settimane, ha portato a Bujumbura, la capitale del Burundi, il contributo della cooperazione italiana nel processo avviato dal “programma sviluppo” delle Nazioni Unite per la ricostruzione dei Paesi centrafricani martoriati negli ultimi decenni da tali guerre interne.
«Dalla guerra civile alla ricostruzione: un’opera immane che inizia a dare risultati», ha commentato l’assessore D’Acri che ha partecipato ai lavori durante i quali i casi studio su Burundi, Kenya, Rwanda, Uganda sono stati presentati dall’UNDP, il programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo creato dall’assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1965 per svolgere la funzione di agenzia centrale di finanziamento e coordinamento delle attività di cooperazione allo sviluppo del sistema delle Nazioni Unite.
«D’altronde – precisa l’assessore d’Acri – uno dei ruoli fondamentali da parte della Provincia di Torino è quello di perseguire, attraverso il Servizio Relazioni Progetti Europei e Internazionali, l’affermazione dei diritti dell’uomo e della ricerca della giustizia, mediante l’azione di cooperazione con i poteri locali e regionali di ogni Paese (art. 2, comma 3 dello Statuto). All’interno della sua programmazione l’Ente provinciale si propone, infatti, di contribuire attivamente, anche attraverso le associazioni e le reti degli enti locali, allo sviluppo della pace, della solidarietà e del dialogo interculturale, sociale ed economico a livello internazionale, promuovendo opportune attività di animazione e di diffusione delle informazioni su iniziative e progetti di cooperazione decentrata, per affermare i valori espressi dalle Nazioni Unite nella Dichiarazione del Millennio».
Nell’ambito della missione in Burundi, accanto ai lavori, cui è anche intervenuto il vicepresidente del Burundi Rufyikiri, la delegazione torinese ha visitato fuori dalla capitale le zone di montagne dove, una volta terminata la guerra, sono rimasti gli ex combattenti, i profughi, “les vulnerables” come sono soprannominati, coloro che nessuno vuole, gli ultimi tra gli ultimi. «Grazie alle forze di pace internazionali sono state costruite abitazioni – ha commentato l’assessore D’Acri – ma qui ma manca tutto. Purtroppo gli Enti locali italiani non sono nelle condizioni di promettere aiuti finanziari, a differenza delle Nazioni Unite; quello che ci è stato chiesto è di collaborare con le forze di pace per aiutare il passaggio dal post conflitto allo sviluppo locale. Attraverso la cooperazione possiamo mettere in campo le nostre esperienze sui territori, dare un contributo ai piani di sviluppo locale, sia in ambito ambientale sia economico, rinforzare le economie informali attraverso formazione, aiutare a valorizzare la produzione locale. Sono gocce nel mare, ma pur sempre gocce».
La breve ed intensa missione in Burundi è strettamente collegata al lavoro preparatorio che la Provincia di Torino sta realizzando, insieme al Comune, per ospitare proprio nel capoluogo piemontese nel prossimo 2015 il terzo Forum mondiale della cooperazione internazionale.

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