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mercoledì, 29 Maggio 2024

Viaggio nella circoscrizione 3, tra tradizione operaia e innovazione

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Rosanna Caraci
Rosanna Caraci
Giornalista. Si affaccia alla professione nel ’90 nell’emittenza locale e ci resta per quasi vent’anni, segue la cronaca e la politica che presto diventa la sua passione. Prima collaboratrice del deputato Raffaele Costa, poi dell’on. Umberto D’Ottavio. Scrive romanzi, uno dei quali “La Fame di Bianca Neve”.

E’ un territorio intriso di storia operaia e di immigrazioni, con uno dei polmoni verdi, il Parco Ruffini, più grandi della città: da qui è partito l’impegno, negli anni ‘80, di recuperare le aree industriali dismesse, convertendole ad un’architettura inclusiva e moderna, in grado di poter accogliere nuove sinergie culturali, associazionistiche. Qui c’è la comunità peruviana più numerosa di Torino, e qui c’è la forte presenza di studenti universitari, soprattutto fuorisede, che dal Politecnico e con la propria esigenza di movimento, impongono al territorio scelte che hanno consentito la costruzione di residenze universitarie e di esperimenti di mobilità dolce. 

La circoscrizione 3 comprende i quartieri San Paolo, Cenisia e Pozzo Strada che in sé ha sia Aeronautica, che Borgata Lesna, tra loro diversi per caratteristiche e personalità. 

Il ruolo dell’ente decentrato è il primo interfaccia per i cittadini ed è l’ente che lavora per sussidiarietà, per differenziazione e conoscenza del territorio, ha il controllo dell’utilizzo delle risorse e riesce a identificare i bisogni prima che diventino emergenza. E’ il luogo dove mettiamo in rete tutti gli operatori che si occupano della società e le associazioni che in questi anni, in crisi così lunghe e prolungate hanno retto la società con noi”. A spiegarlo è la presidente della circoscrizione Francesca Troise che sottolinea “Il primo scopo di un amministratore locale, e il mio, è stato ed è quello di trasformare e di comprendere quali bisogni individuali siano anche collettivi: e cercare di dare il più possibile un’idea di collettività, pur essendo una circoscrizione di 130 mila abitanti”.

Un territorio con una grande tradizione di accoglienza: ogni anno la circoscrizione contribuisce a progetti dedicati ad anziani, giovani, donne in difficoltà, contrasto alla povertà e disabili. Sono stati approvati 46 progetti per un investimento di 120 mila euro. Da marzo, con il Covid, molte di queste attività sono però state sospese. 

Fronteggiare il Covid rilanciando le progettualità

Non ci siamo fermati – dice Gavino Olmeo, coordinatore della III commissione – sociale in Circoscrizione – e constatando che avevamo le risorse che non sarebbero state investite nei progetti precedenti alla pandemia, abbiamo rilanciato un bando dedicato al contenimento delle difficoltà dovute alla pandemia. Per cui sono arrivati progetti che prevedevano il supporto alle famiglie che avevano difficoltà di connessione internet, quindi l’acquisto delle “saponette”, delle sim che consentissero di seguire la didattica a distanza”.

Sono quasi raddoppiati i poveri, che si appoggiano alle associazioni. Sono per lo più italiani, che hanno perso la propria occupazione, senza ammortizzatori sociali, o che lavoravano in nero. “Abbiamo stanziato un contributo importante per assistenza di contrasto alla povertà. – conferma Olmeo, e aggiunge – Molte attività sono state trasferite on line: quella di doposcuola si è spostato su Zoom, su Meet, dov’era possibile”. 

Se manca il denaro, a farne le spese è la salute: si va meno dal medico, si tralasciano i controlli, e soprattutto i piccoli interventi odontoiatrici che se trascurati possono essere accesso a problemi ben più gravi e costosi. Il gruppo Arco ha presentato un progetto sanitario per lo più odontoiatrico, approvato dalla circoscrizione: “in via Isonzo hanno uno studio medico dove fanno prezzi molti calmierati, con piccole cure, con particolare attenzione al settore dentario. Abbiamo dato un contributo affinché chi viene segnalato dai servizi sociali e chi è in difficoltà vi possa accedere per avere quei piccoli interventi che servono”. L’80 per cento delle spese viene coperto dalla circoscrizione, il 20 per cento l’associazione.

San Paolo: storia di quartiere operaio, antifascista e oggi multietnico e universitario

San Paolo è un quartiere dalla storia profonda, intrisa di lotte antifasciste e di sviluppo delle grandi fabbriche. Oggi il tessuto è molto cambiato, sia quello produttivo economico che quello sociale: è alta la percentuale di residenti rumeni, “abbiamo la più grande comunità peruviana di tutta la città, perché storicamente la loro immigrazione è stata femminile e si appoggiava alla comunità salesiana, poi c’è l’immigrazione marocchina. Seguono le altre”. C’è una buona convivenza ed è il primo quartiere in cui si è iniziato a riqualificare le aree industriali dismesse: “la Fondazione Merz, Sandretto, Ogr, siamo stati tra i primi negli anni ‘80 in modo rapido a non lasciare spazi urbani vuoti”.

Esempio recente di recupero architettonico è Cumiana 15. Dopo tre anni di impegno, di ingenti investimenti, grazie a fondi europei, alla progettualità, gli spazi di via Cumiana 15, nel cuore di Borgo San Paolo, sono stati restituiti ai cittadini e alle associazioni. Si è realizzato nell’ambito di Co-City, il progetto innovativo di promozione della gestione condivisa dei beni comuni realizzato dalla città di Torino grazie al programma europeo Urban Innovative Actions. 

La ristrutturazione completa dell’ex stabilimento lancia di Via Cumiana 15 di 600 mq, che attendeva da vent’anni, è quella più ingente economicamente. Prevede la realizzazione di attività culturali nell’edificio trasformato in “piazza coperta”: sarà il nuovo punto di aggregazione e visibilità per l’intero quartiere. I firmatari del patto di collaborazione sono Longboard Crew Italia, UISP, Ideificio Torinese e Bloomingteam.

Con Co-city è possibile un vero patto con i cittadini, che si prendono cura dello spazio nel quale vivono – chiarisce Troise – Esempio ne è piazza Del Piano che i residenti hanno preso in carico facendone un luogo piacevole dove stare, ridipingendo le tettoie, curando le fioriere”.

Via di Nanni. Criticità in cerca di soluzione

Quella di via di Nanni, nel tratto tra piazza Sabotino e la chiesa di San Bernardino, rappresenta una delle criticità. Si tratta di una pedonalizzazione realizzata sulla carta ma mai rispettata, oltre a una serie di questioni sospese, come quella del mercato sulla via che ha perso negli anni il numero dei banchi. Andrebbe ricollocato ma non si trova l’accordo su come farlo. Questo è un freno importante alla valorizzazione meritata da via Di Nanni. “Ci abbiamo lavorato molto – ricorda Troise – e finalmente a fine anno avremo le telecamere che sanzioneranno gli ingressi irregolari, abbiamo intercettato dei fondi europei per questo”. Col buio, la strada diventa un parcheggio, ci sono negozi che fino a tarda sera distribuiscono alcool, i cosiddetti mini market etnici; ci sono episodi di risse, schiamazzi, che danno al cittadino un segnale di mancanza di rispetto delle regole e che quindi lo fanno sentire insicuro. La via si recupera con l’osservazione, ma anche con la responsabilità dei suoi residenti. 

Chiediamo ai cittadini di frequentare la via come merita e di creare delle azioni che la rendano piacevole e fruibile. Abbiamo chiesto all’assessorato al commercio di accorpare il mercato in modo che una parte della via possa essere ‘arredata’, e che quindi sia vivibile. Ma non lo abbiamo ottenuto”.

Universitari e anziani: diversi bisogni che vengono monitorati

San Paolo insieme al quartiere Cenisia ha un numero consistente di studenti, soprattutto “fuori sede”. La zona è molto vicina al Politecnico e strategica per tutte le università grazie alla presenza di linee di trasporti pubblici. La collaborazione tra circoscrizione e Politecnico nasce per capire situazioni ed esigenze, di giovani e anche di anziani, che vengono monitorate ed esaminate grazie a un questionario dedicato alle fasce d’età più presenti nel quartiere. “Stiamo approfondendo la qualità della loro vita, anche a fronte della presenza di barriere architettoniche: cogliamo i loro bisogni – dice ancora la presidente – . I risultati li condivideremo con le associazioni presenti sul territorio che si occupano di sociale”.

La residenza universitaria in via Caraglio, zona San Paolo, sta contribuendo a cambiare il tessuto commerciale e sociale. Nell’area Diatto, in Cenisia, c’è un’area industriale dismessa, teatro in passato di molti problemi. Era stata acquistata e necessitava di una bonifica, ma poi i lavori si erano fermati, con molte proteste. Oggi, si guarda al futuro e il modo è quello di destinare l’area al Politecnico, allo studio, alla ricerca. “Abbiamo portato in commissione e dato il parere sul piano esecutivo del progetto che prevede una casa per studenti proprio in quell’area, via Frejus via Revello, con un grande parco intorno” spiega la presidente Troise. Rimarrà una parte della ex fabbrica di auto alla città, un’area di mille metri quadri sui quali c’è stato un fitto confronto con assessorato e Politecnico. Così l’area diventerà un incubatore per studenti, “la cucina di casa dove ti siedi e pensi”, ma anche un posto messo a disposizione dei cittadini e dell’associazionismo del territorio. Oggi la circoscrizione non ha a disposizione spazi dove ospitare più di cento persone, ed è un limite. In questo caso, il vantaggio sarà quello di avere un luogo ampio dove poter organizzare eventi per i cittadini e la possibilità di una convivenza tra generazioni tra residenti e studenti.

Cumiana 15

Un quartiere senza biblioteche. Pozzo Strada e la questione della Carluccio

La biblioteca Carluccio è tra le questioni più spinose. Sono stati scoperti anni fa problemi legati alla presenza di amianto, ai quali poi ne sono seguiti altri, dovuti al vandalismo. “Sono 4 anni che aspettiamo l’apertura – ricorda Troise – . Abbiamo usato qualsiasi mezzo, dalle interpellanze ai presidi, c è sempre un problema che ne impedisce l’apertura, la promessa era di aprire prima nel 2017, poi nel 2019. Pare che ci siano dei problemi di “perdite” per cui la biblioteca è ancora chiusa. C’è un’area verde intorno importante, avevamo immaginato di riaprire e di dare alla popolazioni gli orti urbani, in modo che si potesse ritornare a frequentare la biblioteca e a creare un punto di incontro e socializzazione, perché in tutta Aeronautica e Lesna, che è vastissima, non c’è più un punto di aggregazione”.

Ora arriveranno gli orti in cassone, verrà rimesso a posto il giardino, ma per la biblioteca nessuno dal Comune che batta un colpo. 

La periferia e il bisogno di socialità

Il centro di incontro in via Vipacco andò a fuoco molti anni fa e non è stato mai più ricostruito, così rendendo la parte più periferica della circoscrizione priva di un punto di aggregazione. “C’è una buona qualità della vita ma non c’è nessuna presenza dell’ente pubblico. Avevamo l’anagrafe, l’avevano chiusa per mancanza di personale, ora riapre su appuntamento”. 

Attraverso l’associazionismo, abbiamo portato la cultura che potevamo – conclude Troise – e abbiamo valorizzato le associazioni che si occupano di sociale: il cinema all’aperto, il bibliobus che arriva ogni domenica sono state e sono opportunità. Abbiamo dato un contributo ad un progetto che valorizzasse i commercianti instradandoli verso il digitale e l’innovazione, e siamo riusciti a far ricostituire l’associazione di commercianti delle vie di Aeronautica. E’ qualcosa che ci permetterà di lavorare sul commercio di vicinato che non è solo lavoro ma un presidio sociale”.

SFM, Torino San Paolo è la sesta stazione sul territorio cittadino

La stazione del servizio ferroviario metropolitano San Paolo sarà costruita all’altezza del cavalcavia che collega corso Siracusa e corso Trapani. Avrà un costo totale di 12 milioni di euro e collegherà due linee sfm che percorrono tratti compresi tra la città e la sua immediata cintura, giungendo a Porta Susa. Una è la linea della bassa Val Susa (sfm3), e la nuova sfm5, che permetterà di raggiungere l’ospedale San Luigi di Orbassano, partendo dal centro di Torino. Un’opera che guarda anche al futuro, dato che la stazione San Paolo servirà per accogliere i treni che arriveranno dalla linea della Tav Torino – Lione. Parte dell’antico scalo merci San Paolo, infine, sarà utilizzata come parcheggio interrato, per migliorare la qualità del servizio. La Stazione San Paolo, a Torino, sarà seguita dalla già ultimata stazione Zappata e diventerà la settima sul territorio torinese, appena entrerà in funzione. Inoltre “è stato confermato anche l’accoglimento della nostra richiesta di risistemazione del sottopasso pedonale di Borgata Lesna che collegherà il nostro quartiere alla fermata “Le gru” della stessa linea – annuncia Infine la presidente Troise – . Si tratta della riqualificazione, messa in sicurezza e sistemazione del camminamento per raggiungere la stazione, in modo che gli abitanti di Borgata Lesna possano accedere al servizio della nuova linea del Sistema Ferroviario Metropolitano e quindi al centro della città e agli snodi strategici in breve tempo”.

Mobilità dolce

Sono state messe le centraline bike in via Borsellino, i passaggi delle bici su quella pista ciclabile sono più di mille al giorno. Di sicuro c’è l’esigenza di immaginare una mobilità diversa. Abbiamo chiesto di immaginare delle aree zona 30, in san Paolo, per facilitare la mobilità dolce.

E’ passato un anno dal weekend di sperimentazione “zona 30 dal basso” nell’incrocio fra via Lancia e via Isonzo. Iniziativa organizzata da Torino bike pride, patrocinio della circoscrizione3, sostegno di Bantley e partecipazione di Binaria – ricorda Il consigliere di circoscrizione e coordinatore della Commissione San Paolo Alberto Pilloni – . L’esperimento si basava su un temporaneo ridisegno delle carreggiate, delle intersezioni e degli attraversamenti pedonali, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza e la vivibilità dell’area. Partecipata da bambini e adulti, apprezzata dai residenti e passanti, con passaggio e interesse di Sindaca e Assessore alla Mobilità.

Un’iniziativa dal limitato costo e senza modifica alle infrastrutture, limitata a segnaletica orizzontale e verticale e arredo urbano per creare sicurezza, socialità, moderazione della velocità delle auto. “Perché non ripartire da scuole, aree verdi, zone frequentate da minori e anziani – propone Pilloni – ma soprattutto da un’area tornata ad essere un incrocio pericoloso, con una carreggiata da 12 mt e priva di scivoli per disabili?

Il comitato spontaneo dei cittadini: “Il t-red, una nostra vittoria”

I residenti non ne potevano più. Un incrocio, quello tra corso Trapani e corso Peschiera, dove gli incidenti erano ormai consuetudine: per svolte azzardate ma soprattutto per l’alta velocità e per i passaggi con il rosso. Ci sono stati morti, feriti e il Comitato Spontaneo di cittadini della Circoscrizione 3 ha per anni avviato un confronto con gli enti locali, comune e circoscrizione competente, raccogliendo firme e avviando petizioni.

Abbiano risolto lo scorso anno il problema e riteniamo di aver fatto un grosso passo avanti, le cose sono cambiate – dice il presidente del comitato Piercarlo Zorzetto – . Gli incidenti sono diminuiti. Avevamo consigliato anche una migliore gestione delle svolte a sinistra, farle passare obbligatoriamente dal controviale, per imitare la velocità di ingresso nel corso centrale. Il t-red sta migliorando comunque la situazione”.

Parcheggiare, la “croce” dell’automobilista

La possibilità di parcheggiare resta un problema e dove c’è spazio a volte è impossibile perché lo stato del terreno non lo consente. “Nel controviale di corso Trapani nel tratto compreso tra corso Peschiera e il parco Ruffini, sotto gli alberi, c’è il manto stradale irregolare, con affossamenti, avvallamenti, molti spazi che rimangono vuoti. Forse basterebbe poco per poterli recuperare”.

Il colloquio con la circoscrizione è continuo, partecipano alle sedute aperte ai cittadini, espongono i problemi, sono molto attivi su facebook con una pagina dedicata. Una nota di demerito sul decoro urbano, Zorzetto la riserva in merito alla cura del verde e al decoro urbano: “Il parco Ruffini è un polmone verde inestimabile, ma andrebbe meglio curato e anche i giardini in corso Peschiera, zona via Viberti, dietro la parrocchia, andrebbero resi più facilmente utilizzabili sia dai bambini che dagli anziani che proprio per la scarsa cura del verde non lo frequentano”.

Ancora in via Viberti “in direzione corso Trapani, quando piove la carreggiata si allaga al punto che il passaggio con le auto diventa molto problematico, alcuni marciapiedi della zona ndrebbero manutenuti, ma non si capisce se la competenza sia del condominio o del comune: le persone spesso anziane però cadono, e chiedono rimborsi spese” spesso all’amministratore del condominio, che poi deve avviare una serie di pratiche per capire di chi sia la responsabilità.

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