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sabato, 15 Agosto 2020

Vergogna Thyssen: sospesa la pena al manager condannato. Ora Appendino e Conte vadano in Germania con i parenti delle vittime

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuovasocietà. Caporedattore dal 2017. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano.

La Corte costituzionale federale tedesca ha sospeso temporaneamente la pena all’ex amministratore delegato Harald Espenhahn, condannato per la strage alla Thyssen, in cui persero la vita sette operai, che avrebbe dovuto entrare in carcere entro oggi. Il suo ricorso infatti è stato accolto, mentre Gerald Priegnitz, l’altro manager condannato è detenuto in regime di semilibertà. 
Nei giorni scorsi il premier Giuseppe Conte aveva consegnato alla cancelliera tedesca Angela Merkel una lettera dei familiari in cui si rimarcava la necessità di avere giustizia.
Quella giustizia che oggi non c’è e che spinge Rosina Platì, madre di una delle vittime del rogo, a chiedere che la “sindaca di Torino e il governo ci accompagnino in Germania”. Dice Platì all’Ansa: “E’ un’offesa ai nostri figli e per l’Italia. Una barzelletta: ogni volta ci dicono che è l’ultimo ricorso, invece…”

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