Il governatore del Piemonte Alberto Cirio è categorico, il piano vaccinale contro il Covid in regione prosegue a ritmo serrato, pur costretti a rimodulare i calendari in base alle nuove consegne delle case farmaceutiche.
“Per i vaccini Pfizer abbiamo rimodulato il piano sulla base delle nuove consegne, abbiamo ricevuto le prime 4.800 dosi di Moderna, vaccino su cui c’è stato un taglio del 20%. Se non ci saranno altri cambiamenti da Roma e Bruxelles, entro la fine di febbraio noi finiremo la prima fase di vaccinazioni, per personale sanitario e degli ospedali, e per personale e ospiti delle Rsa. Per fine febbraio tutte queste persone in Piemonte riceveranno la seconda inoculazione” afferma Cirio a Buongiorno, su Sky TG24.
Da marzo quindi al via la seconda fase, con le vaccinazioni degli ultraottantenni. Un mese di ritardo rispetto al programma iniziale. “Saremmo partiti con la campagna proprio in
questi giorni, - spiega il Governatore - oggi ci vediamo costretti a rimodulare: dobbiamo farlo in modo molto attento e molto chiaro, bisogna stare attenti a non creare aspettative e a non creare confusione". "Per gli ultraottantenni in Piemonte avevamo immaginato un Vaccine day, che era previsto in questi giorni, perchè era legato all'utilizzo del vaccino AstraZeneca. Abbiamo fatto un accordo con medici di base e farmacie, in cui abbiano definito chi fa cosa e a quale prezzo, avevamo l'esercito dei vaccinatori pronto a partire". "Quello che poi è mancato", ha proseguito Cirio, “è stata la benzina, le munizioni per questo esercito, perchè su AstraZeneca c'è stata la doccia fredda, e mi chiedo perchè sia uscita solo all'ultimo momento, del fatto che questo vaccino può essere somministrato solo tra i 18 e i 55 anni".





