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lunedì, 15 Luglio 2024

Trasporti, le minacce di Appendino non spaventano Chiamparino: “Se fa causa alla Regione sospendiamo i tavoli di trattativa”

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di Andrea Doi

Sul fronte trasporto pubblico rischia di deragliare l’asse Chiamparino-Appendino. Un sodalizio che sta diventando scontro, quello tra Regione Piemonte e Comune di Torino. Casus belli: i tagli ai fondi e le parole dell’assessore comunale alla Mobilità Maria Lapietra, che durante il consiglio comunale di ieri aveva parlato dell’ipotesi di andare per vie legali contro la Regione, per ottenere sei milioni di euro che questa dovrebbe al Comune.

lapietra
L’assessora ai Trasporti del Comune di Torino Maria Lapietra

In Sala Rossa Lapietra aveva sottolineato che mancavano ancora sei milioni di euro per pagare il servizio erogato da Gtt nel 2016, mentre l’Agenzia Regionale per la Mobilità ha comunicato un taglio sul finanziamento per l’anno in corso, che sarà di 137 milioni di euro contro i 140 promessi e i 143 prodotti e da rimborsare a Gtt in base ai chilometri effettuati dai mezzi dell’azienda del gruppo di trasporti torinese.

L’assessore regionale ai Trasporti Francesco Balocco non si fa intimorire dalla “minaccia” dell’assessora: «Se si ritiene di andare per vie legali è bene sapere che si sa dove si inizia ma non si sa dove si finisce – si legge in una nota scritta da Sergio Chiamparino e Balocco- ed è ovvio che la strada giudiziaria scelta dal Comune comporterebbe l’immediata sospensione di tutti i tavoli di approfondimento in corso con la Città di Torino, sul tema del trasporto pubblico».

«Come si è già visto a proposito della sanità – continua la nota della Regione –  cercare di contrattare con la mano sinistra e andare in tribunale con la mano destra con noi non funziona».

L'assessore regionale alla Mobilità Francesco Balocco
L’assessore regionale alla Mobilità Francesco Balocco

Per quanto riguarda i tagli dalla Regione sono chiari: «I “pesanti tagli” di circa il 20% cui fa riferimento la giunta Appendino riguardano gli esercizi compresi tra il 2011 e il 2014 sotto la giunta Cota. Appena insediata la nostra giunta ha cercato di rimediare alla pesante situazione avviando una transazione che ha consentito di azzerare di fatto i tagli e di riportare le risorse alla situazione ante 2014 – spiegano nella nota – Per il 2015 sono stati previsti tagli annui (su tutto il territorio) pari al 3%, tagli però di fatto compensati da un accordo con i sindacati che prevedeva il mancato reintegro del personale in uscita volontaria o per limiti di età accompagnato da necessarie razionalizzazioni che hanno consentito di non penalizzare l’utenza. Nel 2016 non sono stati effettuati ulteriori tagli e con l’assestamento di bilancio sono state garantite praticamente le stesse risorse dell’anno precedente (compensando anche pendenze precedenti)».

«Sostenere quindi che la Regione abbia tagliato i trasferimenti non rispettando gli impegni è profondamente scorretto», dichiarano Chiamparino e Balocco.

Dalla Regione chiudono poi il cerchio: «Gli altri contenziosi che riguardano Gtt da una parte e l’Agenzia per la mobilità metropolitana dall’altra concernono il diverso conteggio del costo chilometrico. La questione è semplice: c’è una differenza tra quanto la l’Agenzia ritiene di dover trasferite al Comune di Torino e quanto il Comune di Torino ritiene gli spetti, differenza che deriva principalmente da una diversa modalità dì calcolo del costo/chilometrico per i servizi su linee tranviarie (che chiaramente hanno costi maggiori, di manutenzione, infrastrutture, etc) che invece, da alcuni anni, Gtt eroga con i bus, fatturandoli come se fossero effettuati su tram. Da questa diversa interpretazione dipende in gran parte l’ammanco “denunciato” da parte del Comune di Torino».

Chiamparino e Balocco parlano anche delle tessere di libera circolazione, dicendo che «Secondo l’interpretazione data dall’Amp queste agevolazioni erogate a determinate categorie, come le persone con disabilità, sono comprese nel corrispettivo che Amp trasferisce a Gtt, mentre Gtt ritiene che debbano essere conteggiate a parte»

«La Regione Piemonte – prosegue la nota – si è dichiarata disponibile a contribuire ai costi di gestione a condizione però che il Comune di Torino faccia altrettanto, chiedendo anche il coinvolgimento del Governo. Non può essere solo la Regione a farsi carico in toto di un servizio che è principalmente al disposizione della città»

Chiamparino e Balocco mostrano all’amministrazione di Torino un bivio: «Su tutti questi temi c’è la piena disponibilità della Regione nei confronti della Città di Torino ad approfondire e a trovare soluzioni. Ma per trovare soluzioni la volontà deve essere reciproca. Se il Comune conferma invece la decisione di intraprendere la strada giudiziale, non resterà che prendere atto di quanto sarà deciso in quella sede».

Sembra così finire la luna di miele tra il governatore Segio Chiamparino e la sindaca di Torino Chiara Appendino. Una frattura che potrebbe diventare insanabile. A soli quattro mesi dall’unione.

Appendino Chiamparino

 

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