Doveva essere una delle misure a sostegno del settore turistico-alberghiero torinese fortemente colpito dal Covid. Ma a quanto pare nell’abolizione della tassa di soggiorno per i mesi estivi qualcosa non ha funzionato.
E’ la denuncia della consigliera comunale del Partito Democratico Maria Grazia Grippo che raccoglie la testimonianza di una imprenditrice che ha passato la notte in un B&B a Torino il 27 agosto e che si è vista consegnare una fattura con indicata la quota di tassa di soggiorno.
“Mi sembra facile dedurre che l’operatore fosse in buona fede dal momento che ha certificato l’incasso con tutti i crismi: evidentemente l’informazione sulle nuove regole non gli è arrivata a dovere e ha continuato come al solito. Ma cosa succederà quando cercherà di versare l’importo al Comune?” si domanda Grippo.
“Come pensa l’ente di contabilizzare denari in arrivo per errore? E quanti altri operatori ci sono che l’istituzione non ha correttamente informato della sospensione del pagamento per il trimestre in corso e che a ottobre cercheranno di versare l’imposta prelevata indebitamente dai turisti?”
“Chi doveva informare? Chi sta controllando? E ancora, da promotrice della misura, la quale doveva incentivare i pernottamenti in città, mi chiedo: chi toglie una tassa e poi si dimentica di comunicarlo?” sono le domande della consigliera che era stata la promotrice delle modifiche al regolamento comunale per cui il Consiglio comunale aveva votato per l’abolizione della tassa.





