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giovedì, 24 Settembre 2020

Stop pillola abortiva; Grimaldi (LUV): “Un atto mitomane in cerca di visibilità, sul corpo delle donne”

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

“Stando alle notizie dei giornali, la Giunta Cirio, per mano del Fratello d’Italia Marrone, attacca per l’ennesima volta una norma di grande civiltà, facendo battaglia politica sul corpo delle donne. Mi devo essere perso un rimpasto di deleghe, non sapevo che Icardi fosse stato fatto fuori” è il commento di Marco Grimaldi in merito al possibile stop della Regione Piemonte alla scelta del ministero che dava il via libera alla somministrazione della pillola Ru486 in day hospital.

“Dovremmo porci il problema di garantire di più, non di limitare la piena libertà delle donne di scegliere all’interno della legge 194 le modalità con cui affrontare l’aborto in sicurezza, nelle strutture sanitarie pubbliche – prosegue Grimaldi – e la scelta del Ministro Speranza andava proprio in questo senso, garantendo la possibilità di effettuare l’aborto farmacologico, in regime di day hospital o ambulatoriale, una pratica considerata sicura e con evidenze scientifiche molto chiare, su cui il Consiglio Superiore di Sanità e le Società di Ginecologia e Ostetricia hanno espresso un parere favorevole univoco”.

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“La ricerca di visibilità della ultra-destra in Regione è patologica – conclude Grimaldi – e questo atto, come tutta la loro battaglia contro la Ru486, è oscurantista e antiscientifico: con una mano finanzia associazioni pro-vita, e con l’altra impedisce l’esercizio di un diritto alle donne della nostra regione, togliendo loro la possibilità di affidarsi a una rete capillare di consultori in cui il metodo farmacologico è trattato con il massimo della professionalità”.

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