Potrebbe esserci il dietrofront su uno degli aspetti più contestati del Dpcm natalizio: il divieto di spostamenti dal proprio comune a Natale, Santo Stefano e Capodanno. D’altronde già il centrodestra aveva presentato un mozione per chiedere l’abolizione della norma e molti presidenti di Regione avevano lanciato un appello per consentire il ricongiungimento dei familiari che vivono in comuni diversi.
Così il premier Giuseppe Conte sembra aver scelto la linea morbida rispetto a quella più intransigente di alcuni ministri del suo governo che temono di vedere vanificati i sacrifici fatti fino a qui e di trovarsi di fronte a una nuova impennata dei contagi.
Spostamenti a Natale e Capodanno: cosa prevede il decreto
Come detto l’attuale Dpcm in vigore dal 4 dicembre scorso e fino al 15 gennaio 2021 stabilisce che il 25 e 26 dicembre e il 1 gennaio non ci si possa spostare dal proprio Comune. Mentre dal 21 dicembre sospende anche gli spostamenti tra Regione. Consentito solo il rientro a casa per chi si è mosso prima di quella data. L’ipotesi più probabile dunque è che si consentirà lo spostamento ta Comuni ma non tra Regioni i cui confini resteranno dunque chiusi. Mentre sul tavolo è ancora quanto ampio vuole essere il raggio di movimento: solo entro la stessa provincia o per tutta la regione?
La partita è ancora sul tavolo per quanto le forze che spingono per una modifica del divieto sono tante e ora la palla passa a Conte che dovrà decidere sul Natale degli italiani.





