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mercoledì, 24 Luglio 2024

Sportelli pro-life nei consultori, Pd: “Strumentalizzazione politica fatta sul corpo delle donne”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Anche il Partito Democratico interviene sulla polemica riguardante la possibile presenza di movimenti pro vita nei consultori piemontesi:

“La Giunta, dopo il blitz di settembre scorso dell’assessore Marrone, che aveva diffuso una discussa circolare con la quale invitava all’attivazione di sportelli con associazioni come il Movimento per la Vita e i Centri di aiuto alla vita, ci riprova e torna a  giocare con la salute e i diritti delle donne unicamente per questioni di natura ideologica. E’ in atto un attacco su tutto il territorio nazionale nascosto dietro le decisioni delle singole regioni o di atti di indirizzo presentati nei consigli comunali. Non c’è alcuna preoccupazione sanitaria dietro tutto questo, ma solo finalità politiche” dichiarano Raffaele Gallo e Domenico Rossi.

“La decisione della Regione di inviare alle Asl indicazioni per avviare collaborazioni con le associazioni pro-vita all’interno dei consultori viola i diritti e mette a rischio la libertà di scelta delle donne. Se a questo aggiungiamo un altro annoso problema che riguarda l’eccessivo numero di medici obiettori di coscienza è evidente che in Piemonte non si garantisce un’attività sanitaria e di supporto omogenei sul territorio.

“La Regione si preoccupa dell’attuazione della legge 194 unicamente sugli aspetti che la interessano ideologicamente e tralascia gli altri. E’ una brutta strumentalizzazione fatta sul corpo delle donne”.

“Spiace constatare che l’intera maggioranza di centro-destra sia nelle mani della destra radicale e dell’assessore Marrone che, pur non avendo alcuna competenza in materia, detta la linea anche sui temi sanitari al Presidente Cirio e all’assessore Icardi. Ci aspettiamo una loro presa di posizione che riporti un po’ di chiarezza su un tema delicato come questo e che non merita di essere affrontato in questa maniera. Non lo meritano le donne piemontesi che sono sotto attacco” concludono Gallo e Rossi.

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