7.5 C
Torino
venerdì, 24 Aprile 2026

Scuola, Grimaldi (LUV): “Tanta confusione e poca sostanza. Misurate la febbre a Cirio”

Più letti

Nuova Società - sponsor
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

L’ordinanza con cui il governatore del Piemonte Alberto Cirio stabilisce l’obbligo per le famiglie di misurare la temperatura ai bambini prima di entrare a scuola continua a destare polemiche. 

“C’è solo rumore di fondo nella Giunta regionale in merito al rientro a scuola e così si mandano in tilt le famiglie che ogni giorno assistono a questo delirio da “annunciate” commenta Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Regione.

“Cirio si misuri la febbre e porti l’autocertificazione in Capigruppo appena gli passa l’incandescenza da annuncio” – prosegue Grimaldi, ricordando i numerosi strilli di agenzia prontamente ritirati o sbugiardati: “Sul finire della scorsa settimana Marnati ha annunciato che ci sarebbe stato un medico in ogni scuola, fatto smentito categoricamente lunedì scorso dall’Assessore Icardi; martedì l’Assessora Chiorino, prima di fare scena muta davanti alle nostre domande, ha annunciato 500.000 mila euro per l’acquisto futuro di termometri per ogni scuola, mentre oggi su tutti i giornali leggiamo che la Regione non ha spedito un termometro”. 

Per Grimaldi poi “ad aggiungere altra confusione c’è l’Ordinanza regionale di ieri, nel quale Cirio ‘raccomanda a tutte le scuole di ogni ordine e grado del Piemonte di adoperarsi con ogni mezzo a disposizione al fine di procedere alla misurazione della temperatura corporea agli studenti prima dell’inizio dell’attività didattica’ ma anche di obbligare tutte le scuole a leggere le autocertificazioni prima di entrare”.

“Noi non ci stiamo capendo più niente, e immagino in che condizioni siano i tanti genitori alle prese con uno o più figli che lunedì dovrebbero entrare in classe: noi avevamo ipotizzato che la misurazione della febbre in classe potesse essere effettuata per la fascia d’età 0-6, dove i numeri sono piccoli, e la situazione più gestibile, non ci immaginiamo certo cortei e assembramenti di centinaia di studenti davanti alle scuole elementari, medie e superiori. Anche perché – conclude Grimaldi – a me non risulta che la Giunta abbia provveduto a organizzare una macchina così imponente di controlli né che i termoscanner siano arrivati in qualche scuola”.

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano