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giovedì, 23 Aprile 2026

San Giovanni nero: il web non sostituisce le persone

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Non piovono solo critiche sulla Festa di San Giovanni, patrono di Torino, che, complice il Covid non è stata sta gran cosa. Il Bilancio negativo di una Festa che i torinesi hanno potuto vedere solo via televisione, arriva dal commercio e coincide con l’allarme che lancia Ascom.

Dopo un mese dall’inizio della cosiddetta Fase 3 la situazione per il commercio e la ristorazione registra un calo del 50% sui fatturati e San Giovanni, sottolinea Ascom “ha evidenziato ancora una volta, quanto sia difficile il ritorno alla normalità. Non sono bastati gli appuntamenti del palinsesto virtuale dell’amministrazione cittadina a colmare l’assenza dei torinesi e dei turisti né a mitigare gli effetti sui consumi della cassa integrazione e del prolungato periodo di smart working. Inoltre i recenti casi di assembramenti in occasione della movida torinese hanno generato un ulteriore clima di apprensione fra i torinesi”. 

“Il web non può sostituire le trecentomila persone che ogni anno animavano la festa del santo patrono. Inutile negare che una così sentita partecipazione ha sempre avuto delle importanti ricadute economiche su tutta la città – dice la presidente di Ascom, Maria Luisa Coppa – la sperimentazione in streaming della festa di San Giovanni, resa necessaria dalle misure di sicurezza, nonostante gli appelli, ha dimostrato tutti i limiti della virtualità che tiene le persone incollate ad uno schermo. Penso, ad esempio, agli effetti dello smart working su bar, ristoranti e negozi vicini a grandi aziende e uffici pubblici o a una città svuotata dai suoi centomila studenti universitari fuori sede”.

“Per riaccendere le luci su Torino – conclude la presidente Coppa – è necessario coinvolgere tutte le forze della Città e le imprese nella programmazione di appuntamenti di grande richiamo, coniugando il bisogno di ritorno alla normalità con la sicurezza di tutti”. 

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