“Il sindaco Sala deve capire che se uno va a casa di altri, bussa e chiede il permesso prima di entrare. È una questione di educazione. Non puo’ permettersi di giudicare l’operato del nostro presidente della Regione, che amministrando deve fare il bene della Sardegna”. Cosi’ l’assessore al Turismo della Regione Sardegna, Giovanni Chessa, intervistato oggi da Radio popolare. “Noi non abbiamo nessuna paura dei turisti e se i lombardi, come sempre, decideranno di venire in Sardegna, saranno accolti a braccia aperte- spiega Chessa-. Troveranno una Sardegna libera e potranno fare una vera vacanza come tutti gli anni. Non ci saranno divieti, ma chiediamo un piccolo sacrificio: garantire con un certificato medico che non sono positivi. Tutto qua. La certificazione sanitaria e’ questa: fare un test rapido, un tampone o quello che si trova sul mercato, e garantire in partenza che non hanno contratto il virus”. Per Chessa la certificazione non deve essere letta come un’imposizione che scoraggia i turisti, ma piuttosto come un invito alla responsabilita’: “Qualche giorno fa e’ arrivato in Sardegna un imprenditore dell’Emilia-Romagna, ha preso una tachipirina per abbassare la febbre ed e’ passato cosi’ al termoscanner dell’aeroporto di partenza. Questo vigliacco e’ venuto qui, e’ andato in hotel e ha visitato un’azienda di formaggi e latte: oggi sono tutti in quarantena, e’ tutto chiuso per colpa di una sola persona irresponsabile. Per questo noi diciamo a tutte le persone che serve il buonsenso: chi decide di fare la vacanza, due giorni prima della partenza si organizza e fa il test. Quando si va in Africa o nei Paesi del Sud America e si fanno i vaccini, tutte queste storie non esistono”





