Nessuna festa per lo sport, ma scontri e feriti gravi per la finale di Coppa Italia a Roma tra Napoli e Fiorentina. Addirittura una sparatoria con due tifosi in fin di vita.
Fin dalla mattina per gli incidenti tra gli ultras delle due fazioni nella Capitale l’allarme era alto. Varie volte c’è stato contatto, con lancio di bombe carta e petardi. Dalla questura dicono che ci sarebbero stati anche agguati da parte degli ultrà di Lazio e Roma. Ma l’episodio più grave ha visto come vittima un tifoso napoletano, 30 anni, colpito al petto da un proiettile mentre si recava allo stadio. Un altro tifoso, 43enne, è stato ferito sempre da un colpo di pistola ad una mano. La sparatoria è accaduta in Viale Tor di Quinto. I feriti sono stati trasportati all’ospedale Villa San Pietro.
Gli incidenti sono andati avanti anche all’interno dello stadio Olimpico: dalla curva del Napoli, saputo dei feriti, c’è stato un fitto lancio di petardi e un vigile del fuoco è rimasto ferito.
Secondo una prima ricostruzione la sparatoria non sarebbe riconducibile alla partita. Comunque si è deciso di giocare il match, anche se le due curve hanno scelto di non tifare. L’inno nazionale, cantato da Alessandra Amoruso, è stato fischiato sia dai napoletani che dai fiorentini, sotto gli occhi del premier Matteo Renzi.





