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venerdì, 12 Agosto 2022

Rivoli, ricci usati come palle da calcio da baby gang

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Tra Rivalta e Rivoli, in provincia di Torino, c’è purtroppo una nuova “moda” che a quanto pare sta spopolando tra alcuni giovani del posto. Diverse segnalazioni e testimonianze, infatti, hanno riferito di un gruppo di ragazzi che si “diverte” a prendere a calci i ricci che hanno la sfortuna di capitare sulla loro strada, colpendoli anche con oggetti e lanciandoli addosso ai passanti. In diversi casi, ovviamente, per i poveri animali queste violenze sono state la causa della loro morte. Su questi casi stanno già indagando le Forze dell’ordine e il Sindaco di Rivoli, indignato per la crudeltà del gesto, ha annunciato l’installazione di telecamere di videosorveglianza, nella speranza che abbiano un effetto deterrente.

Ben vengano le telecamere per immortalare atrocità di questo tipo, ma il Sindaco ha ragione quando parla di responsabilità delle famiglie”, commenta Piera Rosati – Presidente di LNDC Animal Protection. “Quando gesti di questo tipo vengono commessi da ragazzi giovani, vuol dire che non hanno ricevuto la giusta educazione sul rispetto della vita o che, nella peggiore delle ipotesi, hanno assistito a comportamenti di questo genere e per questo li trovano normali. La verità però è che non c’è niente di normale nel prendere a calci un animale come se fosse un pallone, e i genitori di questi ragazzi devono farsi un profondo esame di coscienza. Qui non si tratta di semplice maleducazione, si tratta proprio di inciviltà e disprezzo della vita altrui, tutte premesse di una personalità disturbata che può peggiorare diventando un vero e proprio pericolo per la società intera.”
Auspichiamo che le indagini portate avanti dalle Forze dell’Ordine, grazie a diverse testimonianze, possano fare luce e dare un nome a questi teppisti. Allo stesso tempo, sporgiamo anche noi denuncia contro ignoti nella speranza che non restino tali a lungoconclude Rosati.

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