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giovedì, 18 Luglio 2024

Rinnovo degli impianti di potabilizzazione Smat, affidati i lavori

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Al via la seconda delle grandi opere previste dal Piano Investimenti dell’Azienda a servizio della Città Metropolitana di Torino: il potenziamento degli impianti di potabilizzazione del fiume Po.

Marco Ranieri, amministratore delegato di Smat, ha firmato il contratto per l’affidamento della gara relativa alla progettazione esecutiva ed alla realizzazione dei lavori per adeguare con nuove tecnologie gli impianti realizzati negli anni ’60. 

La gara era stata bandita a fine 2019 a seguito della progettazione preliminare e definitiva sviluppata dalla Società Risorse Idriche del Gruppo Smat. Ad aggiudicarsela il Raggruppamento Temporaneo di Imprese con capogruppo SUEZ Trattamento Acqua.

I lavori dureranno circa 4 anni e prevedono una presenza media in cantiere di oltre cinquanta lavoratori. Il costo complessivo per la realizzazione di tutte le opere ammonta a 84,8 milioni di Euro.

Il revamping complessivo delle 3 linee di trattamento degli impianti del Po prevede la predecantazione nei moderni bacini di lagunaggio, l’ammodernamento tecnologico, la revisione delle intere linee di trattamento e la sostituzione dell’attuale sistema finale di ossidazione-disinfezione con la più moderna tecnologia ad ozono introducendo infine una ulteriore barriera nei confronti degli inquinanti mediante l’adozione di membrane di ultrafiltrazione per garantire una sempre maggior prevenzione igienico-sanitaria.  

 “L’ampliamento ed il potenziamento degli impianti di trattamento delle acque provenienti dal fiume Po – commenta Paolo Romano, Presidente Smat – rientra tra le opere prioritarie e più significative per l’area torinese: nonostante questo periodo che condiziona molto lo sviluppo di opere complesse ed innovative, la Smat e la sua partecipata Risorse Idriche, hanno completato in tempi brevi la fase più delicata che si conclude con la consegna dei lavori per un nuovo impianto che sarà in grado di rispondere in modo efficace alle sfide rappresentate dagli inquinanti emergenti e dai cambiamenti climatici”.

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