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domenica, 13 Giugno 2021

Recovery Plan, Grimaldi: “Subito legge quadro su cambiamenti climatici e transizione ecologica”

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Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

“Fiumi di soldi per domani non basteranno, se le idee restano quelle di ieri”: così Marco Grimaldi, responsabile nazionale di Sinistra Italiana alla Transizione Ecologica commenta i progetti del Recovery Plan presentati dal premier Draghi. “Siamo di fronte a un giudizio universale sanitario, ambientale e climatico e c’è chi ancora pensa che il Recovery Plan sia una ‘cover green’ delle politiche che ci hanno portato a questo disastro; è come se 10 anni di deindustrializzazione, sottoccupazione e precarietà e la stessa pandemia non ci fossero stati: ‘business as usual’”. “Servirebbe tutto un altro piano, basato su un ripensamento radicale della nostra organizzazione sociale e del nostro modello di sviluppo. Si continua ciecamente con piogge di soldi su imprese, grandi opere e interventi che si sarebbero fatti in ogni caso, mentre il Recovery Fund doveva essere un’opportunità di cambiamento”. 

Grimaldi elenca poi sei obiettivi che dovrebbero essere al centro delle riforme urgenti:

1. Una legge contro i cambiamenti climatici e per la transizione, che definisca da subito le linee guida della riconversione ecologica dell’economia e della mobilità, con il più grande piano di rilancio del trasporto pubblico mai visto, che comprenda la gratuità dei mezzi per gli under 14 e per tutte le famiglie sotto i 20mila euro di Isee.

2. ‘Ossigeno Italia’, ovvero un piano di riduzione delle emissioni di tutti i gas climalteranti, coerente con il calcolo globale fatto dalle Nazioni Unite, insieme a un piano per la riforestazione del Paese, con quinte verdi su tutte le aree industriali e la bonifica di tutti i siti inquinanti a spese di chi ha inquinato. 

3. L’incremento di nidi e scuole dell’infanzia nella forma pubblica fino alla copertura completa della domanda e il loro inserimento nel percorso dell’obbligo scolastico, finalizzato anche alla riduzione del carico familiare che grava sulle donne; un profondo cambiamento nella scuola pubblica, a partire da classi più piccole, assunzioni e investimenti ben più consistenti.

4. L’abrogazione del patto di stabilità interno, che impedisce agli enti locali di utilizzare l’indebitamento per reperire i fondi necessari per gli investimenti sulle risorse idriche e sulla messa in sicurezza del territorio. 

5. La riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, un piano dettagliato, con tempi precisi, per il superamento del gender gap sia rispetto l’accesso al mondo del lavoro (con il raggiungimento del 60% di occupazione femminile) sia rispetto le opportunità di crescita professionale per le donne, e l’introduzione del congedo di paternità obbligatorio di 5 mesi pienamente retribuito.

6. Un piano di ‘grandi opere salutari’ a partire dalla bonifica delle aree inquinate e dal superamento delle condizioni di contaminazione diffuse”.

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