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lunedì, 15 Luglio 2024

Progetto Leonardo, aiutare “invisibili” e senza fissa dimora portando cibo e carezze

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Ogni venerdì sera si ritrovano a Porta Susa. Portano cibo, vestiti, sorrisi e carezze a chi è più sfortunato e si è perso. «Non abbiamo una sede, un magazzino. Il tavolino ce lo presta un bar o ci sistemiamo sulle panchine» ci dice sorridendo Eusapia detta “Tina”. È il referente del “Progetto Leonardo Onlus”, che aggiunge: «Per noi è importante stare vicino e portare cibo, piumoni e calore a questi “invisibili”, cercando di offrire loro qualche opportunità e ricordandoci anche del loro compleanno con una torta».
Abbiamo incontrato questi volontari nel corso della “Maratona dell’amore”. Una polentata di solidarietà che ha riunito diverse associazioni impegnate con i senza fissa dimora ed alcuni amici “invisibili” presso la bocciofila “Piemonte” gestita da una brasiliana di Rio con il marito. Tina è una ex bancaria che è uscita da una militanza con i City Angels e si è sempre occupata di solidarietà in modo diretto e concreto. È lei un po’ il referente per tutti volontari e di diversi “ex invisibili” che sono coinvolti nei loro progetti.
Incredibile è l’impegno di Mario che da tempo, oltre al suo lavoro ordinario, segue una squadra di calcio di disabili ed ora ha anche formato una squadra multietnica che ha pure incontrato la nazionale magistrati. (A.S. Calcio City Angels). Si lamenta per le difficoltà che incontra a trovare un campo da gioco, anche se sono comunali. Anche Mario dà una mano per distribuire cibo e offrire qualche opportunità a chi cerca una casa dopo uno sfratto o a chi si è perso. «Ho incontrato Tina e mi sono messo subito a dare una mano ai volontari». Poi c’è Ruggero. Ha 59 anni lunghi capelli ed una passione per la chitarra, i Pink Floyd e Deep Purple. Dopo 37 anni di lavoro come collaudatore si è licenziato. Ha fatto lo stalliere in Trentino e poi si è perso rimanendo solo e senza soldi: «Non pensavo di finire male – dichiara con voce pacata Ruggero – ma ho dormito anche sui treni e panchine, poi ho incontrato Tina e ora aiuto anche io gli altri. Il mio quadro è ancora difficile ma per fortuna la forza non mi ha mai abbandonato. Ci sentiamo su un filo».
Tra i promotori vi è anche Mauro Villone, da tempo impegnato con “Para Ti”, un progetto che porta aiuto ai bambini delle favelas in Brasile e sensibilizza sulla loro condizione.
«Sempre meglio non avere una sede ma riuscire a dare una sistemazione e conforto a tante persone sfortunate. Dobbiamo dare loro coraggio e calore in modo che non perdano mai fiducia in loro stessi» conclude Tina che si commuove guardando il video con momenti e testimonianze del loro impegno e con volti e voci di “invisibili” che incontrano nei loro giri per le strade di Torino.
Una testimonianza importante ed un raro esempio di impegno che non cerca visibilità e non si perde in lamentele per aiuti istituzionali ma guarda con concretezza al lato umano di persone in difficoltà. Mai come in questo periodo di crisi aziendali, divorzi, fallimenti, persone insospettabili possono diventare in breve povere, sole e sfiduciate. Persone che anche se non hanno tutti i requisiti per lo status di “povero” possono perdersi per le strade della nostra città nel freddo non solo per la temperatura. Invisibili.
Moreno D’Angelo

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