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giovedì, 13 Agosto 2020

Porrajmos: al Polo del '900 una serata per l’Olocausto dimenticato di rom e sinti

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Barbara Giuva
Barbara Giuva
Esperta di immagine, relazioni esterne e cerimoniale pubblico. Dopo molti anni dedicati alla politica, di recente ho approfondito la passione per la scrittura soprattutto su temi di costume e società che rendono un po’ più “leggera” la nostra quotidianità.

Porrajmos è la parola che i sinti e i rom usano per parlare del “loro” olocausto. Un termine che significa “divoramento”, come quello degli oltre 500 mila rom e sinti che furono perseguitati, imprigionati nei campi di sterminio e uccisi dal regime nazista. Una vicenda meno nota, ma non meno tragica e dolorosa e che a più di 70 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale necessita di essere ricordata anche per sfondare quel muro di pregiudizio che da sempre circonda la storia di questi popoli.
Per questo nell’ambito delle iniziative per il Giorno della Memoria l’Istituto Gramsci organizza al Polo del ‘900 una serata dal titolo “Porrajmos: l’Olocausto dimenticato” in cui Luca Bravi dell’Università di Firenze ed Eva Rizzin dell’Università di Verona racconteranno questa pagina di storia rimossa, affrontando anche gli aspetti del pregiudizio, del razzismo e dell’esclusione sociale fino ad oggi.
Ad accompagnarli saranno le foto di Andrea Ciprelli, che ha passato cinque anni nei campi rom delle periferie torinesi e le musiche a cura di Eilis Cranitch, Claudio Pasceri e Adrian Pinzaru del NEXT – New Ensemble Xenia Turin. L’appuntamento è alla Sala ‘900 in via Del Carmine 14 mercoledì 17 gennaio alle ore 18.30
 
 

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