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sabato, 13 Agosto 2022

Palestre al via: da oggi con una settimana d’anticipo

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Rosanna Caraci
Rosanna Caraci
Giornalista. Si affaccia alla professione nel ’90 nell’emittenza locale e ci resta per quasi vent’anni, segue la cronaca e la politica che presto diventa la sua passione. Prima collaboratrice del deputato Raffaele Costa, poi dell’on. Umberto D’Ottavio. Scrive romanzi, uno dei quali “La Fame di Bianca Neve”.

Palestre, al via. Si torna a staccare il bilanciere, a correre sul tapis roulant, a liberarsi dalle ansie e dal logorio della vita moderna resa ancor più pesante dalla pandemia. Niente doccia, ma sì allo spogliatoio per cambiarsi, in rispetto degli spazi personali e altrui. Si è aperto con sette giorni di anticipo, rispetto al primo giugno che era stato settimane fa annunciato e se la notizia ha fatto applaudire il pubblico di forzati del fitness on line, ai gestori ha fatto arricciare in naso.

“Aprire una palestra non è come tirare la serranda di un negozio – spiega Cesare Fornasero amministratore delegato di Orange Palestre – . Si tratta di una realtà che è chiusa da otto dieci mesi. La decisione di riaprire prima ci ha obbligati a una forte accelerazione, richiamare i dipendenti che erano in cassa integrazione e che si erano organizzati per i tempi previsti, abbiamo fatto le notti da quando abbiamo avuto la notizia fino ad oggi e riapriamo. Siamo positivi, siamo carichi”.

Se la pandemia ha obbligato il mondo a fermarsi, c’è chi ha colto nel momento un’opportunità per cogliere il cambiamento in atto e per modellare le proprie offerte in base a una domanda che non sarà più la stessa. 

“Ci siamo strutturati rilevando due nuovi sedi, passando da otto a dieci; non siamo stati solo a prendere pugni ma abbiamo cercato di rialzarci, con grinta, migliorando la nostra capillarità sul territorio torinese: abbiamo sviluppato tutta la parte digitale per riorganizzarci al meglio”. 

Modalità di abbonamento snelli, senza annuali o semestrali prepagati hanno dato la possibilità all’azienda di interrompere i pagamenti dai clienti ed ora chi vorrà continuare lo farà, chi non potrà o non vorrà potrà scegliere. Le paure per il contagio del Covid ci sono e anche per questo le modalità di allenamento sono cambiate.  “Abbiamo sviluppato un’app che ti dà la possibilità di allenarti in modo interconnesso. Sarà attiva dal primo giugno – annuncia Fornasero –  . La voglia di ripartire nostra, dei nostri dipendenti e dei nostri clienti è tanta. Non ci siamo mai persi d’animo, adesso bisogna girar la chiave. Abbiamo cambiato i modelli di abbonamento, offendo ancor più elasticità”.  Un’opportunità per snellire e svecchiare il mondo del fitness, come sottolinea lo stesso Fornasero che parla di una “palestra on demand, in digital training. Per un allenamento sia fisico che digitale”. 

Abbonamenti disdetti, ma spese che non sono certo mancate. “Non siamo un’associazione sportiva ma una società commerciale – sottolinea Fornasero – e la perdita stimata rispetto al 2019, nel 2020 è stata del 45 per cento, tenendo conto che abbiamo lavorato qualche mese. Nel 2021, sempre rispetto al 2019, la perdita è stata del 70 per cento. Il tutto è stimabile in cinque milioni di euro. Di fronte a questa cifra, i 60 mila euro di ristori che abbiamo ricevuto sono poca cosa… ma siamo contenti di aver potuto avere la cassa integrazione per i nostri dipendenti”. Ma se Fornasero è ben consapevole che lo Stato certo non può mettere una pezza adeguata alle perdite economiche di un’azienda come quella che rappresenta, sottolinea come il Governo non abbia fatto adeguatamente la sua parte nell’ambito delle locazioni. 

“La cosa peggiore è non mettere una regola sulle locazioni: non c’è normativa che mi dia la possibilità di interloquire coi miei proprietari che non sia quella informale. Abbiamo avuto il credito di imposta per ottobre, novembre, dicembre ma i proprietari da gennaio hanno avuto il diritto di chiedere il 100 per cento di locazione. Che diventa un suicidio. 

Dalla grande esperienza collettiva a quella individuale. Davide Cormegna, apprezzato personal trainer, con il covid è rimasto a casa, come tutti i suoi colleghi della grande palestra con la quale collaboravano. Anche lui non si è perso d’animo, e dopo aver guardato intorno, a messo in atto tutte le strategie di marketing che, coniugate alla sua professionalità, avrebbero potuto creare un nuovo mercato: perché la voglia di benessere delle persone non se ne andrà mai e dopo aver passato mesi a impastare, cucinare, cantare dai balconi, o semplicemente dare sfogo alla propria passione per le serie tv, tutti ci siamo domandati che cosa avremmo potuto fare.

“Il modo delle palestre ha subito dei danni ingenti – ammette Cormegna – e  i dati riportano che almeno il 30 per cento chiuderà”.  “Chi fa il mio lavoro ha avuto due strade: quella di aspettare che le cose tornassero alla normalità o inventarsi nuove opportunità: arrivati ad oggi, con l’apertura tanto attesa delle strutture, molti dei miei colleghi torneranno in palestra, ma altri come me hanno modificato la professione lavorando sia on line sia a domicilio. E’ un modo diverso di arrivare al cliente, che giunge proprio a causa della pandemia che ha rivoluzionato il mondo del fitness, che in questo momento è in continuo cambiamento”.

Allenarsi on line, come negli anni 80 le nostre mamme facevano gli slanci con le gambe e i piegamenti seguendo l’aerobica che arrivava prepotentemente dagli Stati Uniti? Quello che propone l’on line in realtà è un tipo di allenamento attivo e partecipato. Non stiamo parlando di lezioni caricate da chiunque sulle piattaforme di maggior successo che spesso non danno l’idea corretta dei movimenti da eseguire ma, piuttosto, un vero e proprio personal dall’altra parte della web cam, che segue, che consiglia. Un bel passo avanti che la tecnologia mette a disposizione. A questo punto viene da domandarsi se l’istruttore, il coach come l’abbiamo inteso fino a qualche mee fa avrà ancora spazio.

“E’ necessario essere chiari – precisa Cormegna – L’online ha cambiato drasticamente il modo di allenarsi delle persone, ed è diventato un businnes nel quale il vero professionista si vede. On line raggiungi un numero di persone molto più alto, rispetto a quello one-to-one, che devono essere seguite con attenzione, mai lasciate sole. Un professionista come me ha una grande opportunità dal fitness on line, e mi sono reso conto che dà ottimi risultati”. 

Ma la socialità, le sfide alla panca, le alzate coi manubri e il sudore sulla ghisa saranno solo più un nostalgico ricordo? “Esisterà ancora l’istruttore, non c’è certo da preoccuparsi – conclude Cormegna – e spero che si giunga a una normalità il più presto possibile, in modo che tutte le persone possano ritornare al loro allenamento in sicurezza. Molti si vedono in palestra, si incontrano, fanno amicizia. Ed è la parte del contatto umano quella che è mancata di più. Dopo un anno di pandemia abbiamo difronte grandi punti interrogativi. Sta a noi trasformarli in sfide da vincere.

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