Il CONI è avvisato: non può permettersi di “mettere becco” dentro un maggioranza eletta democraticamente. Già, perché secondo il Movimento Cinque Stelle non sta facendo altro che quello quando dice che per essere buoni candidati per le Olimpiadi Invernali 2026, ci dev’essere una delibera “piena e incondizionata”, ovvero votata dal tutto il Consiglio comunale.
E come la mettiamo con i cinque cosiddetti dissidenti grillini e il voto contrario, scontato, di Deborah Montalbano? Un ricatto insomma a cui i Cinque Stelle torinesi non s’inchinano.
«La delibera che abbiamo depositato stamattina sancisce l’impegno a proseguire il percorso di candidatura ai Giochi Olimpici Invernali 2026, ma a determinate condizioni e secondo il nostro modello», spiega il capogruppo M5s Valentina Sganga.
«Riteniamo irricevibile la richiesta di un voto “incondizionato”. Il Consiglio Comunale è un organo democraticamente eletto e in quanto tale deve poter porre delle condizioni: l’amministrazione non è disposta a dare le chiavi della Città in mano al CONI».
Continua Sganga: «Per questo motivo nella delibera, che verrà discussa lunedì, abbiamo inserito, oltre ai dodici punti che qualificano il modello M5s, quattro condizioni: l’analisi costi e benefici per tutte le candidature italiane, l’esclusione di debito per gli enti locali, l’esclusione di candidature condivise con le altre città candidate e il rispetto delle indicazioni espresse dal Consiglio Comunale».
«La linea della delibera è quella della maggioranza del gruppo M5S, ma cercheremo in aula il massimo consenso», conclude il capogruppo.

Olimpiadi 2026, i Cinque Stelle non si piegano al CONI: “Avanti, ma alle nostre condizioni”





