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giovedì, 28 Ottobre 2021

NutrInform vs Nutri-Score. La battaglia dell’etichetta italiana per tutelare i prodotti made in Italy

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L’associazione nazionale degli agricoltori italiani Coldiretti ha avvertito che i prodotti americani contraffatti made in Italy – approfittando di un calo del 40% delle esportazioni dell’Italia nel Regno Unito nei due mesi successivi alla Brexit – potrebbero colmare il vuoto lasciato sugli scaffali britannici dalle eccellenze italiane. L’enorme quantità di prodotti che si spacciano come italiani, dai formaggi, ai vini all’olio d’oliva, costituisce un mercato parallelo del valore di 100 miliardi di euro ogni anno, il doppio di quello che l’Italia ricava annualmente dalle sue esportazioni.

Purtroppo, questo non è l’unico problema di etichettatura cui il settore agroalimentare italiano deve far fronte. C’è un’altra sfida all’orizzonte: prodotti della tradizione italiana come il formaggio, il prosciutto e l’olio d’oliva sono in prima linea nella battaglia contro l’implementazione del sistema di etichettatura nutrizionale francese noto come Nutri-Score, il quale ha già attirato le critiche di diversi Paesi europei. La controversa etichetta, infatti,  minaccia di allontanare i consumatori dagli amati prodotti della tradizione italiana, impattando negativamente sul marchio made in Italy

L’etichetta a semaforo Nutri-Score penalizza le eccellenze italiane

Nutri-Score è un sistema di etichettatura a semaforo che classifica gli alimenti con cinque colori diversi, da una A verde a una E rossa, utilizzando un rigido algoritmo che valuta ciascun prodotto attribuendogli un punteggio semplicistico e apparentemente imparziale. A destare sospetto, e a preoccupare i produttori italiani, è il fatto che il sistema Nutri-Score penalizza gli alimenti che costituiscono le basi della dieta mediterranea – come il formaggio, i salumi e l’olio d’oliva – riconoscendo invece come salutari alcuni dei prodotti industriali che designeremmo comunemente con il termine di cibo spazzatura. Ciò è reso possibile dall’adozione di un algoritmo che calcola la “salubrità” di un alimento sulla base di una porzione fissa di 100g o 100 mL, indipendentemente dall’alimento coinvolto. 

Questa dipendenza da una dimensione arbitraria della porzione ha effetti rovinosi, soprattutto su quei prodotti consumati in piccola quantità. Ad esempio, l’olio extravergine di oliva, alimento essenziale per una dieta sana ed equilibrata, è penalizzato con un colore vicino al rosso, nonostante ne sia sufficiente un cucchiaio per condire un’insalata. Come se ciò non fosse abbastanza, l’algoritmo non distingue tra grassi sani e grassi malsani, né illustra il contenuto proteico, le vitamine e i minerali, facendo sì che bevande gassate dietetiche ricevano voti migliori di molti degli alimenti che costituiscono i fondamenti della nostra tradizionale dieta mediterranea, inserita a giusto titolo dall’Unesco nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità.

La risposta italiana è ferma e decisa: NutrInform Battery

Mentre Nutri-Score cerca di guadagnare terreno vendendosi come la migliore etichetta per combattere malattie come il cancro, l’Italia ribadisce il proprio no univoco al sistema di etichettatura francese, nominandosi alfiere dei produttori europei ora sotto minaccia. Parlando al Salone Internazionale dell’Alimentazione di Parma, il Ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli afferma che “Nutri-Score è un metodo intelligente per condizionare i consumatori”. I prodotti che traggono maggior beneficio da questo sistema sono “quelli più elaborati di tutti, contenuti in grandi imballaggi, sempre in plastica, e che comportano quindi un maggior consumo di energia e un maggiore impatto ambientale”. Comeaffermato dal sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali Gian Marco Centinaio, “un’etichetta che preferisce prodotti ultralavorati di multinazionali ad alimenti simbolo della dieta mediterranea” non può essere di alcun aiuto nella lotta contro il cancro, mentre è altamente probabile che rechi danno alla salute degli italiani.

In risposta al Nutri-Score, l’Italia propone quindi l’adozione del sistema di etichettatura NutrInform Battery, Il sistema di etichettatura italiano, a differenza di quello francese, prende in considerazione il fabbisogno quotidiano di sostanze nutritive, in modo da favorire una scelta consapevole da parte dei consumatori per un’alimentazione sana, variata e bilanciata. NutrInform, infatti, indica il contenuto di energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale presente in una singola porzione di alimento e confronta la percentuale di tali sostanze con quello che ci si aspetta in un apporto nutrizionale quotidiano equilibrato. Il contenuto energetico è espresso sia in Joule che in Calorie mentre il contenuto di grassi, grassi saturi, zuccheri e sale sono espressi in grammi.

Gli italiani bene informati scelgono NutrInform

La buona notizia è che NutrInform sembra piacere parecchio, soprattutto agli italiani meglio informati. Ciò è quanto emerge dalla ricerca di Agronetwork – l’associazione di promozione dell’agroindustria fondata dalla Confederazione insieme a Nomisma e Luiss – sui sistemi di etichettatura nutrizionale e il loro utilizzo da parte dei consumatori: la metà degli italiani dicono sì a NutrInform, e vorrebbero diventasse il sistema di riferimento per l’Europa. Ad approvare il sistema di etichettatura italiano sono anche i produttori spagnoli, convintamente contrari al Nutri-Score poichè interessati a salvaguardare prodotti di eccellenza come l’olio d’oliva e il prosciutto iberico. Per chi ha intenzione di tutelare il made in Italy da ostili bollini rossi, in ottobre NutrInform Battery lancerà un’app che permetterà ai clienti di negozi alimentari e supermercati di utilizzare il sistema di etichettatura italiano per la loro spesa quotidiana.

Nell’attesa che l’UE valuti quale sistema di etichettatura nutrizionale sia meglio armonizzare a livello comunitario il prossimo anno, è necessario che la Commissione Europea valorizzi i produttori agroalimentari europei, riconoscendo la qualità degli alimenti offerti sul mercato e favorendo l’esportazione del vero made in Italy alle versioni contraffatte americane. Scegliere l’etichetta a semaforo Nutri-Score significherebbe vanificare gli sforzi compiuti dai produttori negli ultimi mesi per far fronte all’emergenza Covid. Comporterebbe, in altri termini, la penalizzazione di settori che hanno avuto sì la forza di rialzarsi, ma che rischiano ora di precipitare rovinosamente a causa di un sistema di etichettatura semplicistico, parziale e fuorviante che non riflette adeguatamente i benefici dei loro prodotti.

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