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martedì, 28 Maggio 2024

Nicola Grosa: l’impegno di una vita raccontato in un libro

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di Gianguido Passoni
Domani, sabato 18 ottobre, alle 10,30 presso la sala conferenze del Museo Diffuso della Resistenza di Corso Valdocco 4/A, ci sarà la presentazione del volume “Dal recupero dei corpi al recupero della memoria. Nicola Grosa e i partigiani sovietici nel sacrario della resistenza di Torino” scritto da Anna Roberti, direttrice dell’Associazione Culturale “Russkij Mir” di Torino.
L’incontro sarà introdotto dal direttore del Museo, Guido Vaglio: io ne discuterò con l’autrice e Michail Talalay, rappresentante in Italia dell’Istituto di storia universale dell’Accademia russa delle Scienze.
Di questo volume ho curato la prefazione, che potete leggere in questa rubrica:

Sono passati quasi 70 anni dalla conclusione della II guerra mondiale, più di una generazione. Ci stanno lasciando i protagonisti principali di quegli anni e, con loro, anche il ricordo di quei tragici fatti rischia di apparire sempre più lontano.
Il tempo che è trascorso non può e non deve cancellare l’enormità di ciò che è avvenuto. Lo dobbiamo alle migliaia di persone che hanno combattuto, spesso anche rimettendoci la vita, nelle fila della Resistenza affinché tutti noi, oggi, potessimo vivere liberi. Tutti gli eroi della Resistenza, con i loro atti, rappresentano un esempio attraverso cui tramandare i valori di giustizia, libertà e democrazia, fondamento della nostra Repubblica e del nostro ordinamento costituzionale. Occorre che tutti insieme – istituzioni, associazioni e cittadini – continuiamo a tenerne vivo il ricordo nella memoria collettiva del Paese.
Ricordare tuttavia non basta. Bisogna trasmettere ai giovani la cultura della tolleranza, della libertà e insegnare loro a opporsi con tenacia a ogni tipo di sopraffazione, di razzismo, di xenofobia, di neofascismo. E quindi bisogna vigilare perché le nuove forme di intolleranza e i nuovi sentimenti di odio che oggi sembrano diffondersi nel nostro paese e in tutta Europa non mettano radici. Non dimenticare significa sapere che la libertà è un valore assoluto, la democrazia un valore irrinunciabile e che bisogna garantire che ogni donna e ogni uomo possano sempre essere liberi di vivere la propria religione, la propria cultura, la propria identità.
Mantenere vivo il ricordo e tramandare alle nuove generazioni ciò che è accaduto. Questo è stato l’impegno di una vita per Nicola Grosa, imperativo civile che non si esaurisce negli anni della lotta partigiana, ma prosegue con la fondazione dell’ANPI e come consigliere comunale della Città di Torino dal 1951 al 1973, attuando, nel viver comune di una Città in ricostruzione ed in costante cambiamento, i valori che lo avevano guidato negli anni della Resistenza.
Il suo più grande impegno fu quello di recuperare la memoria attraverso il recupero dei corpi. Un lavoro – come raccontato molto bene da Anna Roberti in questo libro – che lo ha visto protagonista per molti anni nella ricerca, ricomposizione e sepoltura presso il Sacrario della Resistenza dei tanti partigiani, tra cui anche alcuni partigiani sovietici, affinché ci fosse un luogo comune in cui ricordare tutti questi eroi. Dopo di lui questo impegno non è venuto meno e dobbiamo ringraziare l’Associazione culturale Russkij Mir di Torino per il costante lavoro di cura della memoria e della verità storica.
Chi come me ha avuto la fortuna di conoscere Nicola Grosa attraverso i racconti della mia famiglia e quelli di Gianni Dolino  non può che far sue le belle parole con cui lo ha ricordato qualche tempo fa Norberto Bobbio secondo cui Nicola “era un uomo semplice, apparentemente tranquillo, e qualche volta pareva addirittura imbarazzato. Eppure era un uomo forte … indipendente, pieno di dignità, inattaccabile, uno di quegli uomini su cui gli amici possono contare perché fanno quello che dicono, mantengono quello che promettono e li puoi sempre trovare perché stanno fermi al loro posto, anche se il posto è difficile da tenere”.
Mantenere il posto, avere memoria delle proprie radici, continuare a ricordare ciò che è stato. Questo è l’impegno che ci ha lasciato Nicola Grosa.
Questo è il compito che ciascuno di noi deve svolgere affinché l’Italia continui ad essere un Paese libero, democratico, civile.

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