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sabato, 20 Luglio 2024

Negati cortei a sciopero per il clima e Pride. Sinistra Ecologista: “Città riapra il confronto con Prefetto e Sanità”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Marco Grimaldi, Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, e i capolista di Sinistra Ecologista Sara Diena, Jacopo Rosatelli, Alice Ravinale, Emanuele Busconi, Federica Patti e Giuseppe Piras, commentando l’intenzione della Prefettura e della Questura di Torino di negare al Torino Pride previsto per il 18 settembre e allo sciopero globale per il clima del 24 settembre di sfilare per la città, costringendo gli organizzatori del Pride a ripiegare su una manifestazione “statica” in piazza Castello il 25 settembre.

“Che messaggio mandiamo a migliaia di giovani che vorrebbero cambiare il mondo e battersi per i loro diritti, negando allo sciopero per il clima e al Torino Pride di sfilare in corteo mentre abbiamo autorizzato piazze strapiene e tollerato manifestazioni in movimento per festeggiare europei e scudetti o per protestare contro una presunta ‘dittatura sanitaria’? Parliamo di organizzazioni serissime che hanno sempre rispettato le regole, che hanno lasciato la città più pulita di prima del loro passaggio, per quale motivo questi due eventi dovrebbero seguire regole più severe degli altri?”, domandano gli esponenti di Sinistra Ecologista.

“Anche da un punto di vista sanitario, – proseguono – non vediamo come stipare in un solo luogo della città diecimila persone sia più sicuro che lasciarle marciare lungo la città. Siamo certi che gli organizzatori di questi eventi farebbero tutto e più del necessario per garantire il distanziamento e il rispetto delle regole legate al Covid, ci sembra invece che si penalizzino queste manifestazioni quando si è chiuso più di un occhio su altre. La Città riapra il confronto con la Prefettura e la Sanità pubblica, non può essere questa la soluzione”.

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