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venerdì, 24 Maggio 2024

Morano: “Per il bene di Torino bisogna guardare oltre il Pd e i Cinque Stelle”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Alberto Morano, già candidato sindaco per la Lega nel 2016 e oggi capogruppo in consiglio comunale a Torino per la “Lista Morano”, commenta gli avvenimenti politici degli ultimi mesi, concentrandosi sul futuro del capoluogo piemontese, perché, come spiega «è iniziata, con grande anticipo, la corsa al posizionamento delle forze politiche torinesi in vista delle elezioni comunali che si terranno a Torino tra circa un anno e mezzo».

Il punto di partenza è la grande svolta arrivata con il Conte Bis e il governo che vede alleati Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle.

Spiega Morano: «Dopo tre anni di dura opposizione alla giunta Appendino, è certo che il Partito Democratico a Torino viva con una qualche apprensione la nascita del governo nazionale PD-M5S. Ed infatti come spiegare ai torinesi che a Roma si può governare con il partito di Casaleggio (teorico della non democrazia) e a Torino si fa opposizione (ma ora non troppo) alla giunta Appendino sicuramente incapace di governare Torino ed intercettare le istanze che vengono dalla città e dai corpi intermedi e domani magari ci si deve alleare con il M5S per ritornare al governo della città».

«Non basterà certo dire che occorre fermare Salvini. Il pericolo, infatti, non è Salvini o il presunto populismo della Lega – aggiunge il notaio – Il vero pericolo è la visione settaria ed elitaria del M5S teorizzata da Casaleggio che si sente depositario della verità e per il quale chi la pensa diversamente deve essere educato e convertito al verbo grillino. Il dibattito politico, il posizionamento, la corsa al potere non credo interessino molto ai torinesi che vorrebbero sentir parlare di progetti di rilancio della città, partendo da una analisi, magari impietosa, ma vera, dei problemi che affliggono Torino».

Per Morano: «Torino è una città che diventa ogni anno più piccola ed invecchia e che tra 15 anni si dimensionerà sotto gli 800 mila abitanti, una città gravata da un debito monstre che diventa ogni giorno più difficile da sostenere. Una città da cui i giovani oggi scappano perché non vedono futuro, dove i cantieri sono fermi, dove le industrie non investono più e lo sviluppo turistico si è rallentato per non dire fermato. Torino è una città governata da una giunta senza visione, se non quella di una decrescita più o meno felice».
Esiste una ricetta per salvare Torino? «Dobbiamo avere il coraggio di partire da questi dati di fatto e dobbiamo offrire ai torinesi una prospettiva di risanamento, rilancio, crescita e sviluppo. Occorrerà innanzitutto rimettere a posto i conti e dare solidità finanziaria alla Città, liberando risorse per lo sviluppo.
Il rilancio poi non potrà prescindere da un rafforzamento dei rapporti fra università e ceto produttivo per offrire ai giovani l’opportunità di restare a Torino e costruire nella nostra città il loro futuro».
«Ecco di questo io vorrei sentir parlare e su queste basi credo che si debba costruire un’offerta seria e credibile per il governo della città. Chi lo saprà fare e sarà credibile potrà seriamente aspirare al governo di Torino», conclude Alberto Morano.

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