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mercoledì, 17 Luglio 2024

Linee Alta Velocità alla deriva, anche il Tav nel mirino della Corte dei Conti francese

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Oggi la Corte dei Conti francese presenterà a Parigi, un rapporto ufficiale per denunciare la colpevolezza dello Stato e dei politici che hanno voluto estendere la rete ad Alta Velocità ad ogni costo, spesso a discapito di territorio e cittadini. Nel mirino, ovviamente, anche la linea Lione-Torino.
Tanti gli errori che hanno contribuito al fallimento della realizzazione delle linee ad Alta Velocità.
Secondo “Contexte”, il sito d’informazione delle politiche francesi ed europee, «i dirigenti di Sncf,(Société nationale des chemins de fer français ndr), di Rff (Réseau ferré de France ndr), i politici, lo Stato, hanno tutti contribuito a fare deragliare i TGV che hanno così appesantito il debito del sistema ferroviario. Nel 2013 il margine operativo delle linee ad AV è sceso all’11,4% contro il 14,2% del 2011. Ciò ha portato Sncf a deprezzare di € 1,4 miliardi il valore del suo parco di TGV nei suo bilancio del 2013».
Sempre secondo Contexte,le previsioni economiche sulla realizzazione di una linea Av sono troppo ottimistiche e quindi la redditività delle linee è molto inferiore alle previsioni.
Secondo punto, lo Stato sarebbe complice della pressione politica esercitata dalle collettività locali. Complicità che avrebbe contribuito a perdere di vista la razionalità economica dell’opera.
Altro problema legato alla realizzazione delle linee ad Alta Velocità, è proprio l’aspetto economico. l‘organizzazione finanziaria superficiale, o troppo spesso lasciata in secondo piano. Ad esempio: «La ricerca di finanziamenti per la linea ad Alta Velocità Tours-Bordeaux è intervenuta 12 anni dopo il lancio di studi e solamente quattro anni prima dell’inizio dei lavori», rilevano i saggi di Rue Cambon.
Sncf inoltre, non è riuscita a frenare la deriva dei costi dei TGV e l’Europa non l’ha aiutata. Al contrario, avrebbe promosso la costruzioni di linee ad AV da nord a sud e da est a ovest, come i cantieri di linee ad Alta Velocità della Torino-Lione e della linea da Bordeaux alla Spagna.
Ad oggi il gruppo ferroviario Sncf, ora riunito a Rff, si trova in grande debolezza economica e dovrà rivedere la redditività dell’attività. Ma soprattutto il debito di 44 miliardi di euro accumulato.

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