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venerdì, 28 Gennaio 2022

L’allarme degli studenti: “Con il lockdown aumentati casi di chi ha bisogno di supporto psicologico”

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Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

“Chiediamo degli sportelli psicologici realmente accessibili all’interno scuole. In questa pandemia ci siamo accorti come la scuola debba avere un ruolo aggregativo e garantire anche il benessere psicologico degli studenti. Ci sono tantissimi casi di studenti che provano disagio o che entrano in terapia”. È l’appello lanciato dagli studenti delle scuole torinesi che oggi sono tornati in piazza per chiedere attenzione alle loro richieste. 

“Siamo il futuro ma senza futuro perchè ci sentiamo coloro che dovrebbero essere il futuro di questo pianeta ma non veniamo ascoltati e non abbiamo possibilità di entrare nelle decisioni che riguardano il nostro futuro” spiega Alessando Pinetto di Last. 

“Abbiamo condotto un’inchiesta a inizio della scuola per capire a livello cittadino e poi in tutto il Piemonte per capire come è riaperta la scuola, quali sono le problematiche che ci rimangono, quale è la condizione degli studenti. La risposta che è arrivata è che non è cambiato niente dall’anno scorso” prosegue Pinetto. 

“Abbiamo ritrovato le stesse scuole che abbiamo lasciato, con le stesse problematiche. Da un’edilizia che continua a essere fatiscente, ai trasporti che continuano a essere affollati e insufficienti, al diritto alla studio che continua a essere negato perchè spendiamo 1200 euro all’anno per andare nelle scuole pubbliche che dovrebbero essere un diritto accessibile e garantito, fino al fatto che gli studenti hanno paura a entrare in classe la mattina per valutazioni disciplinari e punitive e condizioni che rendono didattica non davvero coinvolgente e partecipativa ma quasi oppressiva”.

“A livello regionale stiamo chiedendo il comodato d’uso gratuito dei devices, l’aumento dei trasporti e un biglietto unico regionale per i trasporti pubblici che permetta ai pendolari di raggiungere la scuola senza pagare 400 euro all’anno” concludono gli studenti. 

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