25.4 C
Torino
lunedì, 15 Luglio 2024

L’affascinante ricerca di esopianeti e la scoperta di un “gemello” della Terra a 500 anni luce

Più letti

Nuova Società - sponsor
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Moreno D’Angelo
Ad oggi sono 1783 i pianeti fuori dal sistema solare (esopianeti) che sono stati individuati. Da quando è in azione il telescopio spaziale della Nasa Kepler (dal nome dell’astronomo tedesco che 500 anni trovò le equazioni per descrivere il moto dei corpi celesti) le scoperte continuano ad arrivare e sorprendere a getto continuo. Il primo esopianeta è stato scoperto nel 1992 ed ora in pochi mesi si è passati con una crescita esponenziale da quota mille (ottobre 2013 a ben oltre 1700).
L’ultima novità proviene dalla costellazione del Cigno. A 500 anni luce è stato individuato un pianeta blu forse uno dei più simili alla Terra. E’ possibile che abbia tanta acqua allo stato liquido e rocce in superficie come sulla nostra Terra. Kepler 186F, questo il suo nome decisamente più simpatico delle impronunciabili sigle di tanti altri oggetti celesti, avrebbe le condizioni ideali per poter sviluppare forme di vita evolute. Questo tipo di ricerca, prioritaria negli obiettivi della Nasa e non solo, punta su quei pianeti che viaggiano intorno a stelle medio piccole (come il nostro Sole), ad una distanza media (se si avvicinano troppo l’atmosfera potrebbe vaporizzare..),e con una massa contenuta, (non come giganti del tipo Giove e Saturno). Insomma con temperature nè troppo alte nè troppo fredde. A questo bisogna aggiungere le variabili dovute alla presenza e la costituzione della atmosfera. Fattori anch’essi determinanti per rientrare in quelle che gli scienziati definiscono “fascia di abitabilità” che consente la presenza di acqua allo stato liquido.
Il telescopia Kepler individua questi pianeti (anche a oltre mille anni luce di distanza) verificando i cali di luminosità delle stelle ad intervalli regolari. Segno che vi sia qualcosa che ruota stabilmente intorno. I dati vengono poi forniti al sistema dei radiotelescopi sulla Terra che concentrano e verificano le osservazioni su precisi obiettivi.
La stella di riferimenti di Kepler186F è una nana rossa. Piccola circa la metà del sole e, molto probabilmente, in una fase matura della sua vita. Il sistema di questa stella oltre a Kepler 186F comprende altri quattro pianeti che però ruotano molto più vicino e sono troppo caldi rispetto al pianeta blu. Una stella dove gli studiosi hanno anche ipotizzato il clima: il momento più caldo corrisponde a quello che si registra nel tardo pomeriggio in una bella giornata di sole. Un tepore che sarebbe gradito a tanti pensionati t tutti coloro che mal sopportano il solleone.
La ricerca di esopianeti continua a dimostarsi prioritaria nel futuro della ricerca spaziale. Vi sono poi altri progetti mirati a scovare comete e bolidi asteroroidi che potrebbero diventare pericolosi per il nostro pianeta.
La messa in orbita di un avveniristico telescopio spaziale Webb e del satellite TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite) che osserverà, a partire dal 2017, le profondità del cosmo a caccia di esopianeti dovrebbe aprirà nuovi frontiere a questa ricerca con dati e osservazioni sempre più precise. A meno di sorprendenti miracoli legati alla fisica quantistica ed a “suggerimenti alieni”, comunicare con queste stelle al momento necessita diverse centinaia di anni. Sempre che le antenne siano accese quando il nostro messaggio raggiungerà il pianeta o siano ancora accese sul nostro quando vi sarà la risposta.
Kepler resta comunque una scoperta che testimonia i livelli straordinari fino a poco tempo fa impensabili a cui è arrivata l’indagine astrofisica. Un livello tale da poter descrivere massa, rotazione,composizione, campi magnetici di un piccolo pianeta che ruota intorno una piccola stella a 500 o anche 1000 anni luce. Aldilà del naturale e atavico impulso a cercare dei nostri fratelli nello spazio, la ricerca sta fornendo continui nuovi contributi nello scoprire le logiche e sviluppi del nostro universo. Più si va avanti più i misteri e le domande si moltiplicano in un sistema di affascinanti scatole cinesi. Alcune eloquenti parole chiave di questi misteri: materia ed energia oscura. Ovvero cosa alimenta la continua e sempre più veloce espansione dell’universo. Cosa succede in un buco nero dove le nostre logiche conosciute sembrano non avere più senso, cosa ha dato origine al nostro universo? Quante altre dimensioni esistono? Domande che vanno oltre lo spazio e il tempo.
In conclusione riportiamo i dati aggiornati sulla scoperta di esopianeti:
Pianeti confermati: 1.783 in 1105 sistemi stellari (di cui 175 multipli ovvero in sistemi con più di una stella di riferimento);
Pianeti controversi e da confermare: 195 in 174 sistemi stellari (di cui 17 multipli);
Pianeti candidati della Missione Kepler: 3.538.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 
 

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano