21.3 C
Torino
venerdì, 12 Luglio 2024

L’addio di Renzi, Lo Russo: “Ora serve una riflessione culturale nel Pd per rilanciare immagine e prospettiva”

Più letti

Nuova Società - sponsor
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Tra i primi a commentare l’uscita dal Partito Democratico di Matteo Renzi e la nascita della sua nuova formazione c’è Stefano Lo Russo, attento capogruppo dei Dem in Consiglio comunale a Torino.

Come è sua abitudine stamattina Lo Russo si è alzato presto e dopo la consueta rassegna stampa si è soffermato sull’intervista che l’ex premier ha rilasciato al quotidiano La Repubblica, in cui Renzi parla di una mancanza di visione per il futuro e in cui sottolinea che uscire dal Pd sarà «un bene per tutti, anche per Conte».

Lo Russo commenta dopo aver letto l’intervista : «Quando avviene una scissione in un partito non è mai un bene per quel partito e, frequentemente, come dimostra la storia, anche per il partito che si forma e per il governo che quel partito sostiene. I cittadini tendono sempre a premiare partiti che si uniscono, non che si dividono e i governi operano bene se gli attriti e le differenze politiche hanno scatole di compensazione interne ai partiti e non tra partiti alleati».

Una tirata d’orecchie ai “criticoni” dei sociali: «Leggo amareggiato di commenti sferzanti o peggio goduti e davvero provo disagio – aggiunge il capogruppo- Si può amare o odiare Renzi, o anche solo rispettarlo, ma temo che considerare questa operazione solo come una rivalsa personale sia un clamoroso errore di prospettiva».

Continua Lo Russo: «L’operazione di Renzi va ad occupare uno spazio politico che effettivamente c’è al di là di Renzi stesso. E che temo rischi di allargarsi dopo le ultime decisioni assunte dal PD. O meglio, dopo le continue accelerazioni che sono state fatte da alcuni leader nazionali a valle della decisione di sostenere il governo con il M5S».

Per il capogruppo «questo governo, non va mai dimenticato, nasce ancorché in modo assolutamente legittimo e strategicamente opportuno, negli equilibri parlamentari e non in una competizione elettorale. Questo obbligherebbe alla prudenza, soprattutto nella proiezione strategica. Per quanto flessibile e duttile possa essere l’opinione dei cittadini, i milioni di elettori che hanno votato PD, ma anche credo chi ha votato M5S alle ultime elezioni legittimando questo parlamento su cui regge questo governo, l’ha fatto facendo scelte di campo antitetiche tra loro e questo non va dimenticato».

«Nelle ultime settimane continui strappi e accelerazioni hanno caratterizzato il dibattito nel PD, a mio giudizio in modo esagerato, aprendo e allargando uno spazio politico che prima non esisteva per chi continua a credere nella via della sinistra riformista e rifugge i populismi culturalmente prima ancora che politicamente. Non so sinceramente se ce n’era bisogno.
Due debolezze non fanno una forza e il rischio di far apparire agli italiani questo governo non come una grande scommessa culturale ma come una sola operazione contro qualcuno è altissimo».

Il rappresentante dei Dem evidenzia che «il PD, non è nato “contro” qualcuno. Quelli sono i grillini, non noi. Il PD è nato e si è consolidato “per” un progetto di Italia. Smarrire questa dimensione è davvero un grosso errore che temo, questo si, tradirebbe la fiducia che dal 2007 gli italiani hanno dato a questo grande progetto riformista in cui, personalmente, continuo a credere».

«Spero si apra una riflessione culturale nel PD che, forse, sarebbe anche utile a rilanciarne immagine e prospettiva», conclude Stefano Lo Russo.

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano