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lunedì, 15 Luglio 2024

La maggioranza di Chiamparino c’è: firme false in Regione il Tar respinge il ricorso

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

di Andrea Doi

Il Tar ha confermato la sospensiva sul caso delle presunte firme false del Partito Democratico alle elezioni regionali del 2015 respingendo di fatto il ricorso presentato da Patrizia Borgarello, ex Lega Nord ora nelle liste con Fitto.
«Il tribunale amministrativo regionale per il Piemonte non definitivamente pronunciandosi sul ricorso – si legge nel dispositivo – dichiara i motivi aggiunti depositati il 19 aprile 2016 della ricorrente Borgarello Patrizia inammissibili nei sensi e nei limiti specificati in motivazione». Quindi il Tar «sospende il giudizio di querela di falso, attualmente pendente presso il tribunale civile di Torino».
Restano quindi al loro posto gli otto consiglieri della Regione Piemonte del Partito Democratico: Davide Gariglio, presidente del Gruppo e segretario regionale del Pd, l’assessora Giovanna Pentenero, il presidente del Consiglio Regionale Mauro Laus, il vicepresidente Nino Boetti, i presidenti di commissione Raffaele Gallo e Daniele Valle, Andrea Appiano e Elvio Rostagno.
«Continuiamo il nostro lavoro come abbiamo sempre fatto finora, senza lasciarci distogliere dalle incertezze provocate dai pur legittimi ricorsi presentati da alcuni esponenti dell’opposizione» commenta Sergio Chiamparino dopo la decisione Tar.
«Prendo atto con soddisfazione e rispetto della sentenza – aggiunge Chiamparino – Ringrazio l’avvocatura della Regione, il professore Barosio e il suo staff, l’avvocata Scollo, l’avvocato Gianaria e tutti i loro collaboratori che hanno seguito con grande professionalità l’intera vicenda».
Il giudizio del Tar è arrivato dopo 8 ore di camera di consiglio. Ora bisognerà attendere l’esito della causa civile, ancora in corso, sulla presunta falsità delle firme di una delle liste del Pd.

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