Il virus Hiv non è solo causa di una malattia per ora incurabile. È anche una piaga sociale. Sì, perché ancora oggi, nel 2014, le persone che si scoprono sieropositive subiscono gravi discriminazioni. Gente che per partecipare a un bando di concorso deve dimostrare di non essere infetto. Militari che rischiano di perdere il lavoro. Operatori sanitari licenziati e poi reintegrati. Datori di lavoro che chiedono ai dipendenti il test Hiv, contravvenendo alla legge. Di tutto questo e tanto altro si occupa la Lila, Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids.
Il Primo Maggio è una tappa importante per la Lila, che rilancia con nuove iniziative la sua campagna “Hiv, diritti e mondo del lavoro”, per denunciare la necessità di avviare un immediato cambiamento culturale e politico, e di promuovere pratiche efficaci a tutela delle singole persone, che diano sostanza al dettato costituzionale di non discriminazione per motivi di salute.
L’iniziativa comprende il convegno “Qualsiasi sia il lavoro l’Hiv non conta!”, con il patrocinio del ministero della Salute e di Cittadinanzattiva, e la partecipazione di rappresentanti istituzionali e di governo, che si terrà al Senato a Roma giovedì 15 maggio, un video che verrà lanciato il Primo Maggio, una brochure informativa sui diritti distribuita su larga scala dalle sedi Lila sul territorio, insieme a decine di migliaia di tovagliette informative per locali e ristoranti, e una nuova importante sezione di approfondimento nel sito Lila.
©RIPRODUZIONE RISERVATA





