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martedì, 30 Novembre 2021

Istituzione dell’Osservatorio Regionale delle professioni sanitarie. Gallo (Pd):“Per ora tutto è solo sulla carta”

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Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Nel gennaio 2019 fu deliberato di istituire presso la Direzione regionale alla Sanità, l’Osservatorio regionale delle professioni sanitarie. Un tavolo di confronto per i diversi Ordini professionali a supporto delle attività di indirizzo e di programmazione degli ambiti operativi. Nel febbraio 2021 il Consiglio Regionale ha approvato la sua riconferma e stabilito la nuova composizione, ma rinviato a un momento successivo l’approvazione del regolamento, senza il quale l’Osservatorio non può lavorare. 

Oggi il capogruppo a Palazzo Lascaris del Partito Democratico Raffaele Gallo durante un question time ha chiesto aggiornamenti sull’istituzione dell’Osservatorio. “Avere una reale visione del fabbisogno di professioni sanitarie, sapere quanti professionisti servono nel breve e medio periodo a livello regionale nel momento più delicato vissuto dal nostro territorio, reso vulnerabile dalla pandemia e da nuove povertà, è qualcosa che non può essere ulteriormente procrastinato nel tempo” ha affermato Gallo. 

“La Giunta – prosegue – ha risposto che l’incontro per l’approvazione del regolamento sarà il 28 settembre, ma bisognerà aspettare un ulteriore atto dirigenziale affinché sia approvato definitivamente, rinviando così ulteriormente la sue entrata in funzione. L’osservatorio ha una profonda importanza sulla gestione del benessere dei piemontesi. Basti pensare che i componenti hanno competenze tecniche e di visione operativa concreta e conoscenza sul campo reale, sono diretti produttori di salute, lavorano sul campo, sanno in modo reale e non teorico su come si produce sanità. Parliamo di modelli organizzativi definiti “innovativi” ma in realtà diffusi da decenni nel nord Europa e da noi citati ma mai attuati. Ci sia un cambio di rotta” conclude l’esponente Dem.

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