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domenica, 19 Maggio 2024

Il villaggio di Asterix. A Torino Pd primo partito, M5s perde per l’effetto Appendino

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I dati che arrivano dalle elezioni europee e che riguardano Torino, in attesa dei vori reali piemontesi, dicono che la Lega conquista il Piemonte, ma sotto la Mole è il Partito Democratico a vincere. Non solo. Salvini a Torino si piglia le periferie che avevano spinto alla vittoria al ballottaggio la sindaca Chiara Appendino, e il Carroccio diventa, con il 26,89 percento il secondo partito.

Il villaggio di Asterix è qui, in riva al Po. O almeno lo è per il Pd che è, come abbiamo detto, primo partito a Torino con il 33,47.

Invece il crollo lo subisce chi governa la città. Per il Movimento Cinque Stelle altri dieci punti persi in confronto alle politiche di un anno fa. Al terzo posto con preoccupante 13,33.

Suono la campanella dall’allarme dunque per la sindaca. Non piacciono più i pentastellati: le periferie, tradite, scelgono Alberto da Giussano: oltre il 37 percento a Regio Parco, Barca, Barriera di Milano e Falchera, vicino al 35 a Madonna di Campagna, Lucento e Vallette.

L’unica periferia a scegliere il Pd è quella di Mirafiori Santa Rita.

Il centro non tradisce il Partito Democratico che fa incetta di voti, il 41 per cento. Qui per i Cinque Stelle un terribile 6,7 per cento, che vengono superati da +Europa.

Stefano Lo Russo, capogruppo in consiglio comunale, commenta: «PD a Torino oltre il 33%: un risultato che ci sprona ad andare avanti con ancora maggior determinazione di prima. Non solo il PD è il secondo partito a livello nazionale e supera il M5S. A Torino il PD si consolida come primo partito con oltre il 33% crescendo rispetto al 2016 e al 2018 e più che doppiando il M5S di Appendino che dimezza i voti e va ben sotto il 14%.

«Un risultato che premia la linea politica del PD cittadino che ha lavorato sugli errori commessi che ci avevano fatto perdere nel 2016 e non si è mai arreso al declino della Città imposto tre anni fa con l’arrivo dei grillini. Mai».

«Tre anni di non governo e di disastri, una Sindaca inadeguata, una Giunta imbarazzante e un giudizio negativo quasi unanime della Città. Che non li vuole più. Questo risultato ci sprona ad andare avanti, a fare di più e meglio soprattutto nelle periferie, a lavorare con energia ed entusiasmo al progetto di rilancio di Torino che è quanto mai necessario, a maggior ragione oggi. Avanti tutta, senza esitazioni», conclude Lo Russo.

«È chiaro a tutti che il Movimento Cinque Stelle a Torino perde per l’effetto l’Appendino – spiega Mimmo Carretta, segretario metropolitano Dem – c’è un’affermazione del Pd dove guadagniamo in percentuali e in voti».

«Il partito, lo abbiamo dimostrato, c’è ancora, anche se non ha risolto i suoi problemi, tipo la mancanza di appeal nelle periferie – continua Carretta – I torinesi hanno comunque dato l’avviso di sfratto alla sindaca Appendino».

«Per quanto riguarda la provincia il registro per quanto ci compete è differente. Io aspetterei il voto nelle città perché sono convinto che abbiamo ottimi amministratori che posso aver avuto rinnovata la fiducia».

«Resta il fatto che il Piemonte si scopre tutto a trazione leghista e la destra sovranista diventa partito di maggioranza. Il Pd con l’unità ritrovata e il lavoro fatto in questi anni dimostra di esserci ancora. Ora non ci resta che costruire un centrosinistra alternativo e andare avanti sulla strada che abbiamo intrapreso», conclude Carretta.

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