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giovedì, 23 Aprile 2026

Il diplomatico Giulio Terzi: “Basta scorribande cyber da Pechino”

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

L’Ambasciatore Giulio Terzi. Ex ministro affari esteri nel governo Monti sulla sua pagina facebook, e nei suoi recenti interventi sui media, punta il dito contro le inaccettabili ingerenze e responsabilità di Pechino in questa pandemia.

“Non è bastata una pandemia globale causata dalle vergognose condizioni igenico-sanitarie dei mercati di quartiere cinesi”e – aggiunge il diplomatico –  “la comunità internazionale è stata fin troppo comprensiva riguardo le circostanze di propagazione del Coronavirus, come anche riguardo ai milioni di mascherine anti Covid difettose arrivate dalla Cina in Italia”.

Terzi mette in guardia contro le scorribande cyber del regime di Pechino.

Per il diplomatico, quasi la metà dei post su Twitter pubblicati tra l’11 e il 23 marzo con l’hashtag #forzaCinaeItalia, è opera infatti di BOT, ovvero account automatizzati, come anche oltre un terzo di quelli con l’hashtag #grazieCina.

Dietro queste accuse vi sono i riscontri delle analisi di social data intelligence realizzate per la rivista #Formiche dal Lab R&D di Alkemy, in collaborazione con il centro Universitario “Luiss Data Lab”.

Terzi si è soffermato sui riscontri riguardanti le tecniche di disinformazione attivate, a suon di anomali tweet e chat dopo l’arrivo dell’aereo, atterrato a Fiumicino dalla Cina, con i medici di Hubei e gli aiuti sanitari provenienti da Shangai a marzo. Nel dettaglio l’account Twitter dell’ambasciata cinese in Italia, (hashtag #forzaCinaeItalia) è stato oggetto di un anomalo ed esorbitante numero di cinguettii e “mi piace”. Per l’ambasciatore non si tratterebbe di un caso: “L’analisi del gruppo di ricercatori, sembra fotografare un’operazione premeditata che non ha precedenti in Italia. Non è un mistero per chi conosce lo spazio cibernetico l’esistenza sui social network dei #BOT, account creati ad hoc per aumentare, attraverso post, like, retweet, citazioni, la portata e l’efficacia di un preciso messaggio”. Tra i rilievi più buffi rilanciati in quest’operazione vi è anche la diffusione di un video per sostenere che gli italiani fossero usciti sui balconi a ringraziare la Cina e a cantare l’inno cinese.

Una vera fake ripresa da fonte ufficiale cinese. Non è un caso se il Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica), abbia lanciato l’allarme su possibili interferenze straniere in Italia nella fase di emergenza legata alla pandemia. Terzi in chiave polemica evidenzia come a questa richiesta di attenzione delle barbe finte italiche si affianchi il silenzio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Un chiaro segnale verso gli affascinati  della via della seta.

 

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