11.7 C
Torino
venerdì, 26 Febbraio 2021

Il Capodanno in lockdown costa 700 mila euro agli hotel torinesi

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Più letti

Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Sette alberghi su dieci sono chiusi, quelli aperti hanno un’occupazione media delle camere inferiore al 10% e il mancato incasso per la sola notte di San Silvestro ammonta a 700mila euro: è questa la drammatica situazione del settore a Torino secondo un’indagine svolta fra gli operatori da Assohotel, l’associazione di categoria di Confesercenti, in vista del Capodanno. 

“Dopo un Natale disastroso – dice Giulia Beccaris, presidente di Assohotel-Confesercenti –, questi numeri confermano che neppure il Capodanno porterà un po’ di sollievo per la categoria: ormai da settimane non facciamo che ricevere disdette anche delle poche prenotazioni che avevamo, tanto che circa il 70% delle strutture cittadine ha deciso di chiudere durante il periodo festivo per contenere i costi. L’anno scorso per la notte di San Silvestro l’occupazione delle camere era dell’86,5%; il mese di dicembre 2019 registrava un’occupazione media del 61% che saliva al 67% nella settimana 29 dicembre 2019 – 4 gennaio 2020. Tenendo conto dei questi livelli di occupazione e della tariffa media a camera, possiamo calcolare una perdita per la sola notte di Capodanno di circa 700mila euro. Dall’inizio del lockdown le perdite sono di circa l’80% rispetto al 2019.

“A tutto questo – continua la presidente – si aggiunge la frustrazione di essere stati esclusi dal bonus Natale: mi chiedo come si possa negare anche questo piccolo sostegno a una categoria che registra questi numeri. Se poi volgiamo lo sguardo alle località sciistiche, la situazione non è migliore. Inoltre, se fossero confermate le indiscrezioni sul prolungamento della chiusura degli impianti oltre il 6 gennaio, vi sarebbe un ulteriore durissimo colpo al comparto alberghiero e a quello turistico più in generale: ne risulterebbe compromesso almeno il 60/70% del fatturato stagionale. 

“È positivo che il Comune di Torino abbia sospeso l’imposta di soggiorno dal 1° gennaio al 31 marzo 2021, ma servono urgenti misure di ben altro peso a sostegno della categoria: ristori immediati senza più esclusioni e interventi strutturali di abbattimento dei costi fissi che permettano alle strutture di ripartire quando sarà possibile”.

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor
Nuova Società - sponsor per la tua pubblicità in questo spazio, contatta la redazione

Primo Piano