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mercoledì, 17 Luglio 2024

FUORI POSTO, la protesta a suon di musica contro la chiusura dei luoghi culturali di tre cantautrici torinesi

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Susanna De Palma
Susanna De Palma
Laureata in Scienze Politiche. Giornalista professionista dal 2009. Fin dagli anni del liceo collabora con alcuni giornali locali torinesi, come la Voce del Popolo e Il Nostro Tempo. Dal 2005, pur mantenendo alcune collaborazioni, passa agli Uffici Stampa:Olimpiadi 2006, Giunta regionale, Ostensione della Sindone. Attualmente giornalista presso l'ufficio stampa del Consiglio regionale Piemonte.

Fuori posto, è il titolo della canzone che tre cantautrici torinesi, Francesca Siano, in arte Francamente, Anna Castiglia e Rossana De Pace, hanno composto e cantato in segno di protesta pacifica sui mezzi della città, in questi giorni a seguito delle restrizioni previste nell’ultimo DPCM del governo, che ha previsto la chiusura immediata di teatri, cinema e sala concerto. Oltre ad un brano musicale, FUORI POSTO è uno stato d’animo, hanno raccontato le tre musiciste,  una denuncia per raccontare come la cultura e l’arte siano state private degli spazi e delle occasioni per potersi esprimere.   

Qual è stato il vostro primo pensiero nel leggere le disposizioni del DPCM rispetto alla chiusura immediata di tanti luoghi di cultura e arte?

La prima cosa a cui abbiamo pensato è il lavoro, che avremmo dovuto stracciare l’intero calendario di spettacoli e concerti a cui stavamo lavorando da mesi, in programma nelle prossime settimane, senza alcun preavviso. Insomma, dall’oggi al domani senza più lavoro. Non neghiamo di aver provato rabbia e frustrazione nel vedere consentito ad alcune categorie di poter lavorare per lo meno fino alle 18, a noi neanche questo. Dunque la deduzione logica, per quanto illogica, è stata: di noi, della musica, della cultura, se ne può fare tranquillamente a meno? Come si fa a non rendersi conto che la cultura non è solo qualcosa di concettuale ma anche di concreto, fatto di persone, famiglie. 

Come è nata l’idea della provocazione di esibirsi in metro ? 

Tutto è partito da una foto che Anna ha postato su Instagram salendo su un tram, un posto a sedere vuoto e una domanda: qualcuno può spiegarmi come mai questa sedia è meno pericolosa di un posto in teatro? La foto ha iniziato a girare sui vari social e abbiamo iniziato ad avere tante condivisioni, forse perché in tanti si sono posti la stessa domanda; come può un luogo sovraffollato, non controllato rappresentare un posto meno a rischio di una sala in cui è stata presa la temperatura  e si rimane distanziati per tutta la durata dello spettacolo?  Quello che ci fa piacere è che in tanti, durante la nostra esibizione in metro annuivano e sembravano comprendere le nostre motivazioni. 

La vostra, oltre ad essere una battaglia lavorativa, sembra sia anche una battaglia culturale? 

Si, l’intenzione è proprio quella. Da un punto di vista lavorativo, quello che chiediamo è che ci siano regole che permettano anche agli artisti e a chi lavora con noi di poter esercitare la propria professione. Dobbiamo imparare a convivere con questo virus, e allora bisogna dotarsi di luoghi alternativi e modalità alternative con cui fare cultura. Le chiusure sono soluzioni estemporanee che non debelleranno il Covid ma che annienteranno intere categorie. L’altro aspetto che ci preme possa emergere da tutta questa situazione è che fare arte è un mestiere, magari nasce come un hobby ma è un lavoro, richiede sacrifici, competenza, serietà, non è un gioco. C’è poi un terzo tema che non è trascurabile, soprattutto in un momento unico, difficile e divisivo come questo, e cioè che da sempre l’arte allevia gli animi, distoglie dai pensieri. Da sempre la cultura è cura e privarcene ora sarebbe ingiustizia immotivata, proprio ora che ce n’è più bisogno. 

Cosa rispondereste a chi vi rimprovera di essere rimasti in silenzio durante il primo lockdown, di non aver mosso alcuna critica o obiezione?

Noi artisti, come d’altronde tutto il resto del mondo, eravamo impreparati e abbiamo accettato ogni tipo di soluzione, anche quella più drastica delle chiusure, non eravamo organizzati per poter reagire, eravamo spaesati e spaventati. Oggi, tutti si sono adeguati ai nuovi Dpcm per cercare di continuare a lavorare nel rispetto delle norme di sicurezza. Noi ad esempio abbiamo anticipando l’orario degli spettacoli, dimezzando il pubblico presente agli eventi, rinunciando a parte degli incassi per andare incontro ai locali nei quali dovevamo suonare. Che oggi si pensi alla chiusura come alla cura salvifica ci pare riduttivo rispetto al problema. 

Quali sono i vostri progetti ora?
Ci stiamo organizzando affinché FUORI POSTO diventi un manifesto per tutti gli artisti d’Italia. Nelle prossime settimane organizzeremo una giornata di mobilitazione cantata, in contemporanea con diverse città d’Italia e tantissimi artisti che stanno aderendo alla nostra iniziativa. L’intento è quello di allargare le modalità e i messaggi di Fuori posto il più possibile ad altre realtà; portare l’attenzione sul tema dei lavoratori dello spettacolo  a cui, per ricevere sostegni dallo Stato sono chieste giornate continuative di lavoro quando di continuativo nel mondo dell’arte, della musica e della cultura c’è ben poco a livello contributivo. L’obiettivo è quello di far comprendere a più gente possibile che quello che vedono esibirsi su un palco è un lavoratore a tutti gli effetti. Cercheremo di attirare l’attenzione il più possibile, sempre senza infrangere le regole. 

Ci parlate della canzone Fuori posto che sta spopolando sui social dopo la vostra esibizione in metro?
È stata composta in occasione della manifestazione di alcuni giorni fa di piazzale Aldo Fusi a Torino, ma dalla Questura erano arrivate indicazioni di vietare esibizioni, cosi siamo rimaste ferme in silenzio. È un dialogo, tra un artista e diversi personaggi che incontra nel suo quotidiano. Nella seconda parte, parlando con un ipotetico imprenditore, l’artista fa presente che “se mi diverto non significa che non dia profitto” come a ribadire che troppo spesso  il piacere di fare musica viene scambiato per gioco, divertimento e nulla di più. 

Ecco il video di Fuori Posto girato in metropolitana a Torino

Ecco il testo di FUORI POSTO

Nella foto da sinistra Francesca Siano (Francamente), Rossana De Pace, Anna Castiglia

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