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lunedì, 15 Luglio 2024

Fassino spiritual: “Le fedi segno di appartenenza in una società svuotata di ideali”

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di Moreno D’Angelo

«Contro il terrorismo vale molto più quello che dice un iman che tanti talk show in televisione». A dirlo è Piero Fassino che ha preso parte  all’affollato incontro promosso da Interdependence sul tema “Una politica di dovere e compassione”. Insieme a Giampiero Leo (direzione nazionale Ncd),da sempre entusiasta di queste iniziative di confronto interreligioso,vi era teologo Ermis Segatti. Il sindaco, dopo aver ascoltato gli interventi dei rappresentanti delle diverse confessioni religiose, ha espresso alcune considerazioni di taglio socio spirituale sottolineando l’importanza delle fedi in una società che in pochi anni ha perso molti dei suoi riferimenti: «Le fedi sono un segno di appartenenza e di identità importante in una società da tempo svuotata e priva di ideali».

Fassino, ignorando le polemiche legate alla campagna elettorale che ormai ha acceso i suoi motori, ha ricordato come Torino abbia ormai il 35% di over 65 mentre un quarto dei nuclei familiari risulti composto da una sola persona. Dati da cui emerge un diffuso e problematico senso di solitudine nonostante internet e tutte le nuove forme di comunicazione.

Un senso di isolamento che deriva anche dal “non essere e sentirsi parte di qualcosa” in un sistema che registra un disconoscimento delle forme tradizionali di partecipazione. Questo mentre diventa fondamentale prendere atto di un mondo plurale e interdipendente. Il sindaco ha sorpreso l‘uditorio raccontando di un bambino di sette anni, figlio di un suo conoscente, che volendo far conoscere  al padre il suo affezionato compagno di scuola Manuel, lo ha così indicato: «è quello con il maglione  rosso». Questo ignorando il colore scuro della pelle del bimbo peruviano. Un segno dell’integrazione e di come i tempi si dimostrino più avanti di quanto la politica oggi riesce ad esprimere.

«In due decenni – ha aggiunto Fassino – è cambiato tutto e tutto è stato rimesso in discussione». Un contesto che ha determinato un certo senso di smarrimento dopo che valori, partiti, basi sociali, walfare sono andati in crisi. Per non parlare del sistema produttivo che, oltre a cambiare radicalmente, deve fare i conti con i limiti legati all’ambiente. Questo mentre la scienza continua ad aprire nuove frontiere. «Cambiamenti che hanno inciso sul senso di solidarietà oltre che su quello di appartenenza e identità» ha aggiunto Fassino che ha anche rivolto un cenno ai profondi mutamenti che caratterizzano il piano  internazionale in cui  nuovi sviluppi  hanno profondamente mutato gli equilibri mondiali con gli Stati Uniti che non hanno più il controllo di un tempo. Questo mentre si vanno imponendo preoccupanti movimenti contrari all’Europa  spesso di taglio espressamente nazionalistico e xenofobo. «120 europarlamentari sono contro l’Europa nell’Europarlamento» ha concluso Fassino.

Tra gli interventi delle diverse confessioni religiose ha colpito quello di Riccardo Saccotelli, rappresentante della comunità islamica torinese, che ha citato una “parabola” che riguardava una malvista prostituta che si era fermata per dare da bere a un cane nero. “Guarda è una fattucchiera” era il commento degli zeloti presenti. Ma il Profeta ammonì: “In virtù di questo atto questa donna andrà in Paradiso”. L’esponente musulmano sul tema della compassione ha poi aggiunto: «Quando un mendicante ti chiede una moneta non dire mai di no e rispondi almeno con una buona parola: “che Dio ti aiuti”. In questi incontri i rappresentanti delle religioni fanno quasi a gara in termini di amore e compassione fraternità. Purtroppo poi la realtà non è sempre così luminosa nonostante le intenzioni.

 

L’associazione Interdependence, promotrice di diversi incontri di dialogo interreligioso, grazie all’impegno del Professor Claudio Torrero e del figlio Ireneo, da tempo ha sviluppato una sorta di cenacolo di aperta e profonda discussione tra le varie confessioni religiose e non solo. Questo sulla base di  un “ponte spirituale” tra occidente e oriente partendo in particolare dai valori buddisti  e cristiani. Un modello che in qualche modo ricorda l’esperienza di confronto portata avanti dallo scrittore Tiziano Terzani. Concludiamo con il significativo messaggio posto da Interdependence come introduzione dell’incontro: “Da tempo in Occidente la politica ha rinunciato al confronto sui principi che sono a fondamento della vita comune. Eppure i grandi cambiamenti in corso, e gli stessi pericoli che ci minacciano, richiedono che si torni a farlo. Non si può solo navigare a vista, bisogna che si sappia dove siamo e dove andiamo. E anche il pluralismo culturale non vuol dire che ciascuno sia un mondo a sé. Occorre ripensare ciò che unisce, e che va universalmente riconosciuto”.

Segnaliamo in conclusione che erano presenti all’incontro Riccardo Sciaraffa per le Chiese evangeliche), Giusy Griffa della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni (mormoni), e di Flora Sabet per la Comunità Bahi.

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