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venerdì, 28 Gennaio 2022

Extiction Rebellion occupa il Consiglio Regionale: “Mancano politiche di contrasto alla crisi climatica”

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Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Nuova protesta degli attivisti di Extinction Rebellion che questa mattina hanno occupato l’atrio di Palazzo Lascaris a pochi minuti dall’inizio del Consiglio Regionale. Al suono di una sirena assordante, e con in testa le maschere di tre grandi scimmie (le tre scimmie della saggezza), i militanti ambientalisti sono entrati nell’androne della sede del consiglio, sdraiandosi a terra lungo l’ingresso e rifiutandosi di alzarsi.

Si tratta della terza azione consecutiva contro il Consiglio Regionale per protestare contro l’assenza di politiche regionali capaci di contrastare in modo adeguato la più grande crisi del nostro millennio: la crisi climatica ed ecologica.

“Nonostante la Regione Piemonte abbia elaborato una “Strategia regionale sul cambiamento climatico” nel 2017 – spiegano – con la giunta Chiamparino, ad oggi non è stata ancora fissata alcuna scadenza per centrare gli obiettivi ambiziosi che essa stessa ha sottoscritto. Dopo quasi tre anni di governo Cirio, infatti, la Regione Piemonte continua a non aver un piano per una riduzione drastica delle emissioni e per un arresto immediato della distruzione degli ecosistemi. Diversi esponenti delle due giunte, inoltre, risultano attualmente indagati per il reato di inquinamento ambientale. Alluvioni, incendi, siccità stanno già mettendo in ginocchio tutto il territorio piemontese. Ogni anno migliaia di persone perdono la vita a causa dell’inquinamento dell’aria. Nonostante ciò, le dichiarazioni ufficiali e le politiche regionali fino ad oggi adottate, denotano una totale assenza di responsabilità da parte della Regione Piemonte nei confronti dei propri cittadini”.

“Dopo quasi due anni di pandemia, inoltre, il diritto ad assistere al Consiglio Regionale continua ad essere negato. Quello di oggi è l’ultimo consiglio di un altro anno di fallimenti, regionali e mondiali. L’allarme sta suonando e, che lo si voglia o meno, le sirene continueranno a suonare” concludono.

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