Una giornata ad alta tensione quella vissuta dagli studenti del collettivo universitario Verdi 15 che da oltre un anno stanno lottando per il diritto alla residenza universitaria e contro i tagli.
“Fassino e Cota – dicono gli universitari – hanno pensato di porre fine all’esperienza della Verdi 15 Occupata di corso Farini 20. Mobilitando una ventina di camionette tra polizia e carabinieri, hanno scelto di buttare fuori di casa trenta persone tra studenti, giovani disoccupati e precari, e di togliere di fatto uno spazio aperto per la popolazione del quartiere Vanchiglia”.
“La Verdi 15 – continuano – da oltre due anni rappresenta quella faccia della città che non si piega alle logiche di sfruttamento che sindaco e regione vorrebbero per gli abitanti di Torino. Un’esperienza nata per dare casa agli studenti borsisti che si sono visti negare dalla giunta Cota i posti letto nelle residenze, poi diventata punto di riferimento per tutti i giovani che cercavano spazi di socialità e di vita non addomesticati dai profitti di Banca San Paolo e lobbies torinesi”.
Ma questo per gli studenti universitari è solo il punto di una nuova partenza: “Come lo sgombero subito nella palazzina di via Verdi 15 ci ha permesso di ripartire in vicolo Benevello e poi in corso Farini, così oggi non termina la nostra storia”.
A raccontare invece i momenti dello sgombero ci pensa Melissa, un’occupante che si trovava nella struttura di corso Farini al momento del blitz delle forze dell’ordine.
“Alle otto di questa mattina – racconta – la polizia ha provato a entrare prima dall’ingresso principale e poi dal cortile. Alla fine, dopo mezz’ora, sono riusciti a passare da un edificio adiacente prendendo a picconate un muro in comune”.
A quel punto, racconta ancora Melissa, “ci sono stati dei momenti di tensioni e alcuni di noi sono stati malmenati. Poi ci hanno fatto mettere seduti per terra, tutti in fila, nel corridoio. Qui uno di noi ha provato a reagire ed è stato sbattuto contro una finestra che si è rotta e aveva tutta la faccia sanguinante”.
Melissa è tra le prime a soccorrere la studentessa francese che a causa dello shock ha avuto una crisi epilettica: “Sono andata di sotto perché avevano bisogno di qualcuno che parlasse con lei in francese per tranquillizzarla. Poi l’ho accompagnata all’ospedale Gradenigo”.
Melissa come tanti altri studenti è davanti all’ex stazione della municipale in attesa di avere notizie dei suoi compagni portati in questura per essere identificati.
La polizia intanto, mentre conferma che un giovane è stato ferito al labbro “perché faceva resistenza al nostro intervento”, nega che ci siano state violenze all’interno dello stabile da parte degli operanti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA





