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martedì, 13 Aprile 2021

Covid punizione divina o espressione diabolica? Il fake think di fondamentalisti e millenaristi colpisce ancora

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

“Quello che passa attraverso il Covid è un piano diabolico. Un colpo di stato, un complotto massmediatico per colpire l’occidente praticato dalle “elites”, sotto l’ispirazione dal maligno, per un nuovo ordine mondiale senza Dio”. A parlare non è un complottista new age della setta QAnon ma il direttore di Radio Maria Padre Livio Fanzaga, non nuovo a queste sparate complottiste in salsa mistico messianica. Riflessioni in cui il nemico e il bersaglio numero uno, oltre a Biden, Obama e Bill Gates, è sempre lui: Papa Bergoglio. Nel mirino e nelle espressioni del maligno spariscono gli stati canaglia, i dittatori sanguinari o i militari che stanno sparando su chi protesta pacificamente in Birmania.  

Padre Livio e i suoi colleghi della radio affermano senza mezzi termini che oggi siamo davanti a un colpo di stato sanitario che ci trasformerà in zombie, non si sa se con il supporto del vaccino o di qualche chip sottopelle.  In ogni caso sono quanto mai legittimi i dubbi posti sull’origine del virus, uscito proprio dalla città dove vi è uno dei più importanti laboratori batteriologici del mondo a Whuan, e sui seminari condotti in materia di pandemia negli Usa poco prima che esplodesse il fenomeno in Cina. Com’è legittimo porsi degli interrogativi in una fase di cambiamenti epocali in cui emerge il ruolo della tecnologia. 

Intanto il male resta anche quello che, complotti o meno, vede milioni se non miliardi di persone patire la fame, la sete e la guerra in troppe parti  del mondo. 

A sentire i toni di Radio Maria del 2021 sembra  essere tornati ai richiami ecclesiastici dei tempi della lebbra o delle Crociate nel mondo del predicatore condottiero Brancaleone da Norcia(storico film di Monicelli del 1966).

A seguire questo approccio Sodoma e Gomorra, due cittadine probabilmente distrutte da una catastrofe naturale (o da uno scontro atomico per gli appassionati di antenati ufo), furono per la Bibbia cancellate per volere divino, bambini compresi, perché troppo licenziose nei costumi. 

Insomma una delle tante punizioni divine come il diluvio universale. 

Ancora oggi c’è chi ignora i principi del Vangelo, della tolleranza e compassione universale per adottare il “Dio è con noi” con cui ci si è uccisi e ci si continua a uccidere tra poveracci nel corso delle eterne e discutibili guerre di religione. 

Anche oggi c’è ancora chi, forte di una radio e di nuovi movimenti che strizzano l’occhio a suprematisti, guerrafondai e venditori di armi e affaristi di ogni genere, vedono in ogni disgrazia l’opera del maligno e della sua corte di rettiliani.

Naturalmente per questa colorita compagine l’unica ancora di salvezza per scongiurare il nuovo ordine mondiale resta l’ex presidente Trump, visto come un buon pastore che sconfiggerà quei malefici personaggi,  ibridi alieni con la pupilla verticale  rappresentati da gente come Soros e Lady Gaga, oltre Obama e famiglia con  l’odiato Biden. Un contesto di seguaci cospirazionisti che amano le armi e non mostrano molta simpatia per neri, ebrei per non parlare dei rari comunisti ancora esistenti. Poverini non hanno mai letto Bertolt Brecht.  Ma oltre a Soros nel mirino sempre al primo posto resta come vera ossessione Papa Francesco.

Quel papa che apre le braccia ai migranti, che dialoga con gli esponenti di tutte le religioni anche nei luoghi simbolo della follia fondamentalista.  Che apre a gay e separati visti come esseri umani e non con sulla base di deliri sessuofobici. Un eretico che accetta che una statuetta di una divinità degli indios amazzonici sia esposta in Vaticano. (la statuetta di Pachamama è stata gettata nel Tevere dai ferventi cristiani tradizionalisti).   

Naturalmente per le espressioni dell’ultradestra conservatrice anche italiana è colpa di questo Papa, e non degli ineluttabili processi di secolarizzazione, se si registra da tempo un calo nelle vocazioni.  Da tempo si fanno anche meno figli e la gente divorzia e sempre più persone preferiscono stare con un cane invece che con una compagna/compagno.  Sempre colpa di questo Papa, non di tendenze e costumi sociali che in occidente stanno mettendo in crisi famiglia e ruoli genitoriali.  Forse per questi seguaci della cospirazione per rimediare sarebbero consigliabili quei  modelli in cui la donna già giovanissima deve essere sposata con due figli e obbedire.

Tutto questo mentre invece si assiste a una grande crescita del  bisogno di spiritualità individuale e di pace (anche ambientale) che non pare più trovare risposte nell’offerta rituale della Chiesa tradizionale. Una chiesa che ha bisogno di rinnovarsi e in fretta. Attese riforme (celibato e ruolo delle donne) che anche con Bergoglio hanno segnato il passo. nonostante le tante aspettative. Non a caso si vanno sviluppando in tutto il mondo nuove forme di spiritualità comunitaria integrativa che spesso si rifanno a riti e culture ancestrali.

C ‘è comunque un ascoltato filone che rappresenta un baluardo e un lievito di nuova spiritualità. Una nuova vena di riflessione   che passa dal monachesimo aperto di Enzo Bianchidella Comunità di Bose (con spazio alle donne e al dialogo con monaci di tutte le religioni), al pensiero del pastore luterano Dietrich Bonhoeffer. Un teologo che anche in un campo di concentramento (dove morì nudo appeso ad un palo il 9.4.45) non perse mai la sua fiducia nel bene e nell’uomo, rivolgendosi agli uomini di tutte le religioni e identità. In questo cenacolo di saggezza spirituale innovativa metterei anche il teologo Vito Mancuso

Le visioni fondamentaliste invece deresponsabilizzano le persone, vedendo nei fenomeni negativi non delle catastrofi naturali o conseguenze di sviluppi psicosociali ma l’opera del maligno. Questo in un paese come l’Italia e in un mondo mediterraneo in cui vi è un atavica tendenza a proiettare le disgrazie su fattori esterni..

Anche nelle famiglie di questi fondamentalisti millenaristi, più o meno ascetici, attenti a scritture e profezie, quante persone vi sono che hanno sbagliato, vittime di droga, alcool, soprusi e che, invece di condanne bibliche hanno trovato nei principi di umanità (cristiani o della compassione universale) aiuto e forza per cambiare, per andare verso il bene, abbandonando la violenza e la prevaricazione di cui erano protagonisti non certo per influssi magici. 

Dietro gli imperi del male, dietro ogni esercito o fazione vi sono esseri, individui con la loro coscienza verso cui il dialogo è la migliore medicina.  

E’ sempre surreale vedere come i fondamentalisti trovino nelle disgrazie che capitano ai loro avversari, o a se stessi, un segno divino o del suo opposto. Come se un padre celeste, sempre che esista, sia preso a punire e vendicarsi lanciando saette come Giove, facendo cadere un aereo o creando un incidente nucleare per fare dispetto a una fazione che si comporti male.  Questo nell’universo infinito di cui a mala pena cominciamo a capirci qualcosa su come siamo fatti.   I millenaristi hanno sempre bisogno di evocare catastrofi che attraverso il fuoco purificatore puniranno tutti i peccati per dare forza ai loro culti ritualistici avallati dalla paura e non dal bene e dalla testimonianza.

La fede basata solo su scritture spesso discutibili e, non su valori universali e testimonianze, conduce in genere solo a scontri tra poveri menti che credono di avere il loro “dio in tasca” o di potere seguire le sue indicazioni in esclusiva come unici interpreti in diretta on line. 

E’ veramente triste e troppo comodo scaricare le nostre colpe sul maligno e sull’opera di maghi neri che tramano sotto terra a Bologna  per un sadico bisogno di far vincere le forze del male. Maghi citati da seguiti e tristi conferenzieri complottisti specie a Torino.  

Quello che sorprende in conclusione e come da parte di questi sacerdoti ultraconservatori di Radio Maria e non solo, non vi sia alcuna remora o delicatezza nel lanciare slogan, per quanto pesanti ed efficaci sul piano comunicativo, che puntano a creare un ponte solo con la colorita confraternita dei seguaci di Trump e della destra sovranista europea. 

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