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martedì, 13 Aprile 2021

Covid in Piemonte, Valle e Rossi: “Aumentano casi ma non nostra capacità di tracciamento”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

L’assessore alla Sanità Luigi Icardi ha illustrato al Consiglio Regionale l’andamento dell’epidemia Covid, sottolineando la crescita costante e preoccupante dei contagi, e una crescita notevole nelle fasce di età tra gli 11 e i 18 anni. 

“La nostra preoccupazione – commentano i consiglieri Domenico Rossi e Daniele Valle – è legata al numero dei tamponi. Aumentano i contagi, ma non aumenta la nostra capacità di tracciamento e continuiamo a farne meno di regioni con caratteristiche simili alle nostre. Negli ultimi sette giorni ne abbiamo fatti in media circa 20.000 contro i 30.000 di Veneto ed Emilia Romagna. Inoltre dei nostri 20.000 meno di 8.000 sono molecolari, gli unici in grado di individuare le varianti. Su questo la Regione non può più rinviare un cambiamento di passo”.

Sulle vaccinazioni, la campagna procede, ma ci sono elementi di preoccupazione e margini di miglioramento. Gli ambiti di miglioramento sono legati al coinvolgimento di un maggior numero di professionisti nella campagna di vaccinazione, a partire da medici di base, medici in pensione volontari e privati. “Bisognerebbe fare in modo che i medici delle USCA tornino a visitare le persone a casa e i medici ospedalieri a fare visite e interventi” annotano i consiglieri Dem.

“L’obbiettivo dei 20.000 vaccini al giorno è ancora lontano e gli strumenti per raggiungerlo sono sempre gli stessi promessi ma ancora non realizzati.

Anche sui punti di somministrazione, con ritardo si è ammesso oggi che la situazione sulla città di Torino è insufficiente e presto apriranno nuovi punti” dichiarano Rossi e Valle. “Non possiamo infine non notare che rispetto alla presenza in RSA e Ospedale soggetti quali i caregivers e gli operatori funerari dovrebbero acquisire la giusta priorità, per non invalidare tutto lo sforzo che è stato fatto per mettere in sicurezza queste strutture” concludono i due consiglieri.

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