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venerdì, 4 Dicembre 2020

Covid in Piemonte, tra caos tamponi e lentezza decisionale. Il punto di visto delle minoranze a Palazzo Lascaris

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Torino, 15 novembre studenti assediano le banche

Torino: studenti in piazza in assedio alle banche. Tensione con la polizia che accenna ad una carica. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Rosanna Caraci
Rosanna Caraci
Giornalista. Si affaccia alla professione nel ’90 nell’emittenza locale e ci resta per quasi vent’anni, segue la cronaca e la politica che presto diventa la sua passione. Prima collaboratrice del deputato Raffaele Costa, poi dell’on. Umberto D’Ottavio. Scrive romanzi, uno dei quali “La Fame di Bianca Neve”.

Il sistema di tracciamento dei positivi non è stato all’altezza delle attese, il personale sanitario sta ricevendo comunicazioni in merito al congelamento di ferie e permessi per affrontare i tempi duri che si profilano. Una decisione, quest’ultima, che non era stata presa nemmeno durante la prima ondata di Covid di marzo. Il Piemonte ha superato i 100mila casi dall’inizio della pandemia ma quello che preoccupa di più è senza dubbio il numero dei ricoverati: la scorsa primavera erano stati al massimo 3985, ieri invece i nostri ospedali contavano 5040 pazienti Covid. Dal 29 ottobre scorso sono stati ricoverati una media di 205 pazienti al giorno, raddoppiando i posti letto occupati che erano 2527 allora. Il risultato è stato l’esplosione dei nostri ospedali e il personale sanitario allo stremo, messo a dura prova da turni massacranti e a rischio contagio.

Manca personale. Manca spazio. Secondo le opposizioni in Consiglio Regionale manca la lucidità in una cabina di regia confusa e impreparata. Tanto piovve che la montagna franò sull’esile traccia di briciole che Pollicino aveva lasciato dietro di sé. Tanto fragile si è dimostrato il sistema di tracciamento dei positivi. Il bando della Protezione civile per rafforzare l’attività di contact tracing, per contenere la diffusione del Covid-19 e alleggerire la forte pressione sugli ospedali è fermo. Nonostante 49mila italiani si siano candidati per l’iniziativa, solo un quinto di loro è stato assunto. Il Piemonte, non è la sola regione, a onor del vero, non ne avrebbe assunto nessuno. Motivo sarebbe l’assenza di personale in grado di selezionare il personale. A leggerlo, sembra un scioglilingua.

Il sistema dei tamponi e del tracciamento, è il vulnus che abbiamo denunciato mesi fa e che ha portato, per una cattiva organizzazione dell’amministrazione regionale, al collasso del sistema dei tamponi dopo poco più di venti giorni, con l’inizio delle scuole. Di conseguenza il tracciamento e il controllo della curva epidemiologica sono sfuggiti di mano”. La mancata assunzione di addetti al contact tracing, secondo il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale Raffaele Gallo “conferma le mancanze addebitabili alla giunta Cirio. Oggi il sistema che poteva essere di prevenzione, o di monitoraggio, o di contenimento dell’epidemia dimostra drammaticamente tutte le sue falle: se avesse funzionato forse oggi non avremmo i dati allarmanti che hanno fatto del Piemonte “zona rossa”

Un’opposizione che non viene meno all’impegno di essere responsabile e in questo momento di grave pandemia, cooperante con proposte realizzabili.

Abbiamo fatto delle proposte anche per attivare immediatamente un campo, un ospedale come quello delle Ogr per decongestionare gli ospedali e permettere di avere una rotazione di posti letto. Avevamo proposto di verificare con il lingotto la disponibilità di spazi già adibiti, ma ad oggi apprendiamo che si vuole utilizzare il padiglione 5 di Torino Esposizioni, il tutto con una lentezza decisionale allarmante”. Per Gallo, due i grandi problemi da risolvere: “il congestionamento degli ospedali e il sistema dei tamponi, che da un lato non ci fa più tracciare i poco sintomatici perché l’opzione è stata tolta, dall’altro sta bloccando in casa centinaia di persone che non riescono ad avere il tampone di negativizzazione che permetterebbe di tornare alla normale vita quotidiana”

Silvio Magliano, capogruppo in consiglio regionale dei Moderati è chiaro “Siamo un pò stufi di vedere entrambe le parti, Regione e Governo, fare politica e polemiche sulla pelle delle persone. Il Governatore predica responsabilità a fasi alterne. Il colore rosso che il Governo ha dato al Piemonte dimostra l’inadeguatezza di come ci si è preparati alla seconda ondata. Tutte le pandemie della storia hanno sempre avuto una seconda ondata molto più aggressiva della prima”. Insomma, c’era da aspettarselo ma si è perso tempo e oggi anche le decisioni che vengono prese, non convincono, quasi come se fossero dettate dall’ansia di contenere qualcosa che sta sfuggendo di mano. “Ora si pensa di allestire un ospedale in un parcheggio di Torino Esposizioni, al Valentino, lo stesso che non veniva più concesso per “Natale in Giostra”, perché si diceva che c’erano dei problemi strutturali”. “Siamo preoccupati per il continuo cambio di rotta della giunta regionale ma saremo sempre a disposizione per dare una mano per il bene del popolo piemontesi”.

“Siamo in attesa che vengano allestiti i 458 posti letto di Torino Esposizioni e nonostante per la fine dei lavori, prevista per il 20 novembre, manchino ancora 9 giorni, stiamo purtroppo già assistendo alla bagarre fra ospedali piemontesi che, ognuno con le proprie ragioni, denunciano di non riuscire più ad accogliere i cittadini del capoluogo. È una situazione indecente per una grande Regione e per un capoluogo come Torino – denuncia Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali e Verdi – auspichiamo che tutti gli spazi pubblici ancora liberi, tutte le strutture private, come la Pinna Pintor, siano state già opzionate e attivate, e invitiamo la Regione a rimuovere ogni ostacolo all’assunzione di personale extra UE avente titoli, personale che ad oggi, secondo i bandi regionali pubblicati, non possono entrare in servizio”.

E chiede che “dopo il tampone molecolare al sintomatico, vengano fatte subito le interviste accurate per rintracciare i contatti e mettere tutti in isolamento nell’attesa; l’esecuzione di test molecolare ai contatti già sintomatici e test antigenici rapidi a tutti gli altri contatti: i negativi si liberano, i positivi fanno tampone molecolare. Dopo 10 giorni di isolamento un nuovo tampone antigenico per ‘liberare’ i negativi. Se la Regione non riuscirà a fermare la curva e se anche solo un malato non sarà seguito, a casa o in ospedale – conclude Grimaldi – la Regione Piemonte dovrà essere immediatamente commissariata”.

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