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martedì, 13 Aprile 2021

Covid, Cirio: “Piemonte può diventare zona arancione. Ma a Natale niente errori come l’estate scorsa”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

E’ ottimista il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio sull’andamento dei contagi Covid. In diretta a Sky Tg24 ha infatti affermato che “Ci sono dei segnali positivi: l’Rt che ci aveva messo in zona rossa era a 2.16 e oggi è 1.37, il livello di aumento quotidiano dei ricoverati è passato da 215 a 60 e soprattutto la pressione sui pronto soccorso è diminuita negli ultimi 15 giorni di un terzo. Sono dati oggettivi”. 

“Il virus nella mia Regione raddoppiava i positivi in sei giorni, oggi siamo a dieci giorni – aggiunge -. Sono dati concreti che ci dicono che abbiamo iniziato un percorso, ma che dobbiamo completarlo con rigore e senso di responsabilità di tutti”.

Insomma, per Cirio si inizia a intravedere la possibilità di passare dalla zona rossa a quella arancione: “Da venerdì scorso il Piemonte è potenzialmente in zona arancione, se al 30 di novembre avremo mantenuto questi dati potremo uscire dalla zona rossa”. “Questo automatismo è utile perché ci permette prudenza e senso di responsabilità fondamentali, ma allo stesso tempo deve essere ben percepito – aggiunge Cirio -. Quello che chiediamo al Governo è di creare un meccanismo più comprensibile anche per l’opinione pubblica. Ancorato ad evidenze scientifiche come deve essere, ma più chiaro per la comprensione delle persone”.

Dunque il mese di dicembre potrebbe vedere alleggerire le misure di prevenzione e contenimento in Piemonte con la riapertura di bar, ristoranti e negozi. Ma il governatore mette subito un freno a chi pensa a un Natale di ampi festeggiamenti: “La mia paura è quella del Natale. Noi vogliamo vivere un Natale normale, ma, se immaginiamo di farlo come qualcuno ha vissuto le settimane dell’estate, a gennaio o febbraio ritorneremo in questa situazione e non possiamo permettercelo”. 

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