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lunedì, 15 Luglio 2024

Consiglieri torinesi scelgono il Presidente della Repubblica. Paolino con il partito, Marrone vuole Caprotti

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Oggi Torino e Roma sono più vicine. Infatti, dai palazzi della politica l’occhio e l’orecchio sono al Quirinale, dove alle 15 di oggi ci sarà la prima votazione per il nuovo presidente della Repubblica.
Ipotesi, supposizioni e totonomi si rincorrono ormai da giorni. Per questo Nuovasocietà ha chiesto ai consiglieri regionali e comunali se fossero trai grandi elettori che nome farebbero.
Molti di loro, ovviamente, rispettano la linea del partito. Da Michele Paolino, capogruppo Pd in Sala Rossa, «mi allineo ai nomi che ha scelto il partito» dice sorridendo ma pochi secondi e una breccia nel muro si apre: «se proprio devo fare nomi, Prodi e Fassino».
Mentre per il leghista Fabrizio Ricca la scelta, come proposto dal segretario del Carroccio Matteo Salvini, è Feltri: «Sono allineato con il partito e comunque vorrei qualcuno che rientri in tutta quell’area non berlusconiana o che non tratti con Renzi. Con Feltri dopo tanti anni ci sarebbe un presidente della Repubblica non di sinistra libero dai giochi di potere in grado di prendere decisioni più ragionate senza le spinte di nessuno e poi perché conosce molto bene l’Italia e il sistema politico per quanto ne sia fuori».
Tra chi invece si sbottona un po’ di più il nome preferito è quello di Romano Prodi. Ad esempio, Luca Cassini, Pd, sul podio mette nell’ordine: «Prodi, Amato e D’Alema. I primi due perchè sono ottimi statiti, con un curriculum di tutto rispetto e conosciuti e apprezzati anche a livello internazionale. D’Alema invece perchè è per me un punto di riferimento importante». Mentre il sindaco di Torino resta un po’ più indietro: «Fassino è un buon politico ma di caratura meno elevata rispetto agli altri». E alla fine un pronostico: «Entro domenica credo che uscirà Mattarella, una figura che non oscura quella del Presidente del Consiglio e che può mettere d’accordo varie realtà».
Della stessa opinione anche Marco Grimaldi, Consigliere regionale di Sel: «Io voterei Romano Prodi perchè è indipendente e autorevole, inoltre credo sia stato tra i primi pur essendo un personaggio non radicale a criticare alcune politiche dell’austerity. E poi cosa ancora più importante sarebbe un presidente non eletto dal patto del Nazareno». Federica Scanderebech, del gruppo dei Moderati preferisce non dare nomi, ma dà un profilo preciso di come dovr eessere:  «I nomi fatti finora mi hanno lasciata inizialmente un po’ perplessa – spiega la consigliera – ma devo devo dire di aver conosciuto la maggior parte di loro durante la mia carriera politica e le ritengo tutte persone valide.  Che sia uomo o donna non mi interessa, ma deve sicuramente essere una persona di polso e di grande carisma, che sia in grado di influenzare positivamente tutti quelli che si rivolgeranno a lui per decisioni e che abbia un ruolo fondamentale dell’economia perché sapersi muovere bene in campo economico permetterà una risalita…» «Spero sia una persona legata alla politica – conclude Sacnderebech – e non penso possa essere troppo giovane perché dovrebbe conoscere bene dinamiche di Parlamento e Senato con una vasta cultura, in grado di muoversi tra le gente».
«In assoluto Rodotà» per Vittorio Bertola, capogruppo del M5S «perché lo conosco personalmente, ci ho lavorato insieme e so che è una persona capace, anche se capisco che l’età sia un fattore importante» sottolinea il grillino.
A Silvio Magliano del Nuovo centrodestra piacerebbe «“da morire” il nome proposto dalla destra Antonio Martino» perché «rappresenta un’Italia fiera e ha un certo modo di rapportarsi con le istituzioni perché non le usa ma le rispetta e le rappresenta fino in fondo».
«Rodotà o Prodi» chiosa velocemente Michele Curto, capogruppo Sel in Comune, in questi giorni impegnato ad Auschwitz con il Treno della Memoria. Mentre Giusi La Ganga, Partito Democratico:«Proporre nomi di fantasia non ha davvero alcun senso, perché chi viene eletto deve essere un politico di esperienza, una sorta di clone di Napolitano. Possono andare bene Amato, Mattarella, Prodi o Bersani ma non i nomi di fantasia o esterni alla politica perché non c’è incarico più politico del presidente della Repubblica».
Decisamente di diverso avviso il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Maurizio Marrone: «Magalli è sicuramente una proposta simpatica perché sottrae ai riti paradossali come il dibattito. Apprezzo però la proposta di Salvini e della Meloni di Feltri, ma personalmente proporrei Bernardo Caprotti, patron di Esselunga e autore di “Falce e Carrello” perché rappresenta quell’imprenditoria che si fa spazio con le proprie forze».

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