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venerdì, 26 Febbraio 2021

Condanna piazza San Carlo: Appendino: “Rispetto decisione, ma pago per gesto folle di banda di rapinatori”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

“Una decisione che accetto e rispetto, anche per il ruolo che rivesto” così la sindaca Chiara Appendino sulla sentenza del processo di piazza San Carlo che la vede condannata a un anno e mezzo per omicidio, lesioni e disastro colposo. 

“La tesi dell’accusa è che avrei dovuto prevedere quanto poi accaduto e, di conseguenza, annullare la proiezione della partita in piazza. È una tesi dalla quale mi sono difesa in primo grado e che, dopo aver letto le motivazioni della sentenza con i miei legali, cercherò di ribaltare in Appello perchè è evidente che, se avessi avuto gli elementi necessari per prevedere ciò che sarebbe successo, l’avrei fatto. Ma così non fu e, purtroppo, il resto è cronaca”.

“Non ve lo nascondo, – prosegue la sindaca – questa tragica vicenda mi ha segnato profondamente. Quei giorni e i mesi che sono seguiti, sono stati i più difficili sia del mio mandato da sindaca sia della mia sfera privata, personale. E il dolore per quanto accaduto quella notte è ancora vivo e lo porterò sempre con me”.

“A questi sentimenti, oggi, si somma anche una sensazione di amarezza. Perchè se è vero che la carica istituzionale che ricopro comporta indubbiamente delle responsabilità, alle quali non ho alcuna intenzione di sottrarmi, è altrettanto vero che oggi devo rispondere, in quanto sindaca, di fatti scatenati da un gesto – folle – di una banda di rapinatori” ha concluso Appendino ringraziando le persone che le sono state vicine durante la vicenda giudiziaria.

La prima cittadina è stata condannata in primo grado a un anno e sei mesi. Stessa pena per gli altri imputati che hanno scelto il rito abbreviato come il suo ex capo di Gabinetto Paolo Giordana, l’ex questore Angelo Sanna e il dirigente di Turismo Torino Paolo Montagnese.

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