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domenica, 23 Giugno 2024

Clima infuocato e negazionismo

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

“Le ondate di calore da record di questa estate non si sarebbero verificate senza il cambiamento climatico. Un cambiamento che le  attività umane  dell’uomo hanno reso più intenso  e probabile per le ondate di calore che si stanno registrando in Europa, Cina, e nel sud ovest  degli Stati Uniti”                                                                     

Lo scrive senza mezzi termini l’autorevole Scientific American (26.7.2023)  

A Pechino oltre 40 gradi. Cinquecento incendi in pochi giorni in Grecia, con intere comunità a rischio. Nel nostro sud asfalto che ribolle, sospensioni dell’erogazione elettrica e discariche in fiamme con diossina spray nell’aria.  Eventi estremi mai visti anche in Pianura Padana.   Non è allarmismo è prendere atto da subito di una nuova emergenza globale. Una questione che solleva enormi preoccupazioni per la salute e l’economia.

Ha ragione Greta Thumberg: Siamo in ritardo e se non vi sarà un rapido cambio di passo saranno ineluttabili sconvolgimenti socio economici che peseranno ineluttabilmente sul futuro immediato del pianeta.

Intanto a casa nostra sui media, in particolare sulle reti Mediaset, si continuano a proporre (nella ovvia libertà del confronto) la cieca supponenza dei negazionisti del riscaldamento globale, attaccando e spesso criminalizzando quei giovani che protestano sul clima. Tra i negazionisti, vi sono quelli duri e puri che rifiutano ogni contatto con l’informazione mainstream, e soggetti pseudo dialoganti che alla fine auspicano un pieno ritorno al nucleare.  Una realtà che strizza l’occhio a quell’ampia area coltivata  cresciuta nei dogmi del complottismo trumpiano ultra negazionista e conservatore. Un’area fedele e pericolosa cospirazione (basta ricordare l’assalto a Capital Hill del gennaio 2021)per come  crede in modo acritico  ad ogni baggianata diffusa dagli esperti in cospirazione, che viene informata attraverso   efficaci metodi di comunicazione e bordate di fake  via telegram in cui,  dietro ogni evento, vi è  sempre il complotto di cospiratori tra antenne e scie chimiche. Passano i decenni ma per questi amici di Bolzonaro,ex distruttore di Amazzonia (indios e pappagalli e farfalle comprese), tra i nemici vi sia sempre il gruppo Bilderberg e Soros, insieme all’odiato Papa Francesco dipinto quotidianamente come anticristo.

In ogni caso è facile credere a quanto diffuso dalle reti sul web complottiste per chi, anche in buona fede, rifiuta ogni informazione e verifica delle fonti in nome dell’atavica avversione  al mainstream.

 Poco tempo girò sul web un filmato tipo cartone animato, in cui si vedeva la riproduzione di un aereoplanino, definito della Nato, che, facendo alcuni tour sopra la Romagna, sarebbe stato responsabile dell’alluvione con tre giretti e qualche ovvia scia chimica. In ogni caso non va dimenticato come Stati Uniti, Russia (ex Urss) e ora anche Cina siano sempre state attive in ogni sorta di ricerca pro sicurezza e controllo sociale. Quindi viva la critica sempre.

 Purtroppo senza spirito critico e fonti autorevoli tutto può diventare un possibile complotto dei soliti cattivi che vogliono ridurre la popolazione e trasformarla in un mondo di consumatori uniformato senza identità, (tendenze che nel capitalismo moderno sussistono da tempo ma che non hanno cancellato secoli di costumi e tradizioni), dominata ovviamente da lobby gay, con retrogusto antiebraico e satanista, tanto per non farci mancare nulla. Accuse che sono toccate nei secoli a templari, eretici (catari) e oppositori di ogni tipo da parte di dittatori e regimi che, quando si vedono persi, ricorrono alla giustificazione del  complotto e del tradimento per nascondere i propri fallimenti.

Oggi di fronte ad un quadro ambientale così drammatico c è poco spazio per banalizzare. I dati parlano chiaro. 

E non basta certo ricorrere alla parola “sostenibile”, presente ovunque, anche sulle scatole degli insetticidi. Serve senso di responsabilità e un nuovo corso meno egoistico.  Non è quindi  sufficiente limitarsi ad affermare che tanto c è la Cina che pesa e renderebbe vano ogni nostro sforzo..  Con il clima non si scherza. 

Certo è evidente come, a fronte di queste emergenze, paiano surreali  quei sistemi assurdi  iper energivori che caratterizzano  chi costruisce piste da sci e città-tempio del commercio di plastica nel deserto.  Ridicoli mega esempi di spreco.

L’auspicata nuova svolta non significa decrescita infelice ma scelte assolutamente prioritarie per salvaguardare equilibri delicatissimi con saggezza, responsabilità e una visione aperta e collaborativa.   Per fortuna le nuove generazioni, meno ideologizzate e pragmatiche, sembrano molto attente e presenti nell’impegno concreto sui temi ambientali.  Oggi tutti si dicono per l’ambiente  e per il sostenibile, (divenuto un mantra quasi insopportabile appiccicato ad ogni iniziativa e pubblicità ).  Non ci sono molte alternative a  un nuovo modello più responsabile e meno consumistico.  Non a caso tra molti giovani si sta diffondendo la tendenza a preferire scelte di vita e lavoro  in contesti naturali impegnati anche in  produzioni artigianali davvero bio,  con tutto il supporto della modernità. 

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