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lunedì, 22 Luglio 2024

Chivasso, CasaPound non firma la certificazione antifascista e scende lo stesso in piazza con un presidio autorizzato

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Domani sera, giovedì 3 ottobre, alle 21 in piazza Garibaldi, di fronte alla stazione di Chivasso, CasaPound scenderà in piazza a manifestare. Il presidio è autorizzato nonostante nelle ultime ore circolassero voci di un divieto da parte del Comune di Chivasso. In verità l’iniziativa contro il degrado alla stazione, di cui i cittadini hanno denunciato spesso lo stato di abbandono e microcriminalità, si svolgerà normalmente anche se CasaPound non ha firmato l’autocertificazione in cui l’organizzazione dichiara di essere antifascista. Una carta figlia della delibera voluta a Torino dal consigliere del Partito Democratico e segretario metropolitano Mimmo Carretta.
Accade però che CasaPound non metterà nessun gazebo e quindi non farà richiesta di suolo pubblico che necessita appunto di quel documento che loro non hanno nessuna intenzione di firmare. Nonostante questo, come detto,  CasaPound sarà in piazza con un presidio la cui autorizzazione passa dalla Questura e non dal Comune di Chivasso.
Spiegano Matteo Rossino, responsabile provinciale, e Marco Racca, coordinatore regionale di CasaPound, rispondendo a quelle che definiscono “fake news”: «Saremo regolarmente in piazza Garibaldi a manifestare. Purtroppo dei giornalisti male informati stanno diffondendo delle fake news sulla nostra manifestazione. Lo ripetiamo il presidio si terrà regolarmente».
«Ad oggi il comune di Chivasso – proseguono Rossino e Racca – non ci ha ancora formalizzato per iscritto che non ci concederà lo spazio pubblico per un gazebo. Abbiamo richiesto 20 giorni fa il permesso per piazzare un gazebo, ma solo oggi siamo stati convocati per firmare una delirante dichiarazione di contenuto politico-ideologico precompilata arbitrariamente dagli uffici del Comune. Noi ovviamente una dichiarazione di adesione ai presunti valori dell’antifascismo non la firmiamo. Stiamo valutando ogni più opportuna azione legale nei confronti del comune e dei funzionari. Il gazebo in ogni caso non è indispensabile. Saremo in piazza lo stesso».

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